Maru Barucco Maru 2016 - Indie

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Maru: un album d’esordio composto d’immagini quotidiane che arrivano e si dissolvono poco dopo lasciando un piacevole ricordo

Definire il mondo di Maru variopinto è riduttivo. Nel suo omonimo album, Maria Maru Barucco, giovane cantautrice siracusana, ci racconta momenti di vita quotidiana accanto ad alcuni più inconsueti: lasciare le lasagne in forno, piantare palline da tennis in un vaso, raccogliere gattini o ossi di seppia in spiaggia.
L’album “Maru”, composto di dieci tracce, si apre con “Zerotresettedue”, cap di Cremona, città dove Maru si trasferisce nel 2012 per frequentare la Scuola di Liuteria. Dolce la ballad “Ninì”, primo singolo estratto dall’album, un’estate calda dove i giorni sono più lunghi distanti dall’amore, mentre è malinconica la traccia “Un meteo nel caffè” che racconta di illusioni, di speranzedella bizzarra ragazza che studia fiori e vive sui melograni.
L’amore è raccontato anche in modo ironico: insolito accostamento tra cibo e amore in “Olliuchenit”. Simpatico il racconto di alcuni episodi di convivenza nella traccia “Il trucco”; chi ha avuto coinquilini, soprattutto nel periodo universitario, non potrà non sorridere e ritrovarsi. Il suono dell’ukulele, della chitarra acustica, dell’armonica e dello xilofono accompagnano tesi genuini, autentici e ricchi di citazioni, tra cui Okusai, Baudelaire e Bukowski.
Momenti allegri si alternano ad alcuni più intimi per un ascolto non troppo impegnato, ma giocoso specchio della spensieratezza dell’età della cantautrice.

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La recensione Maru di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2016-11-29 00:00:00

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