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RECENSIONE
21/02/2005

Forse questo è semplicemente il terzo disco di un gruppo di musicisti molto bravi e parecchio ambiziosi, forse è “solo” musica, qualcosa che deve intrattenerci e cui dare il giusto peso, senza esagerare...

Sarà, ma questo disco è difficile, torrenziale e gigantesco, nonché anomalo come solo i suoi autori sanno essere.

La Musica è cosa seria, del resto, come il gioco di un bambino, volendo cercare una citazione facile facile.

“Pròffiti Now!” non è uno di quei dischi che si può far finta di ascoltare, magari facendo altro: richiede attenzione e impegno, li va a cercare nei più reconditi angoli della giornata e in quelli pretende di essere solo, senz'altra attività fra i piedi, che non sia, unica eccezione gradita all'ascolto, quella della guida di un'automobile.

Non ci si spaventi, in ogni caso, si tratta pur sempre dei Mariposa, e chi li conosce minimamente sa che l'impegno dedicatogli è sempre ripagato con una sensazione di pienezza così soddisfacente da lasciare un sorrisino compiaciuto, compare diretto di quelli che suggellano cene pantagrueliche in compagnia di amici.

Nulla a che fare dunque con i dischetti aperitivo: se cercate canzonette pop da tre minuti declinate in simpaticissimi strofa-ritornello-strofa, cambiate aria.

Qui ci si diverte, e molto. Sul serio però e in modo totale, nonché totalmente diverso: è alla radice infatti che si colloca l'anomalia, tanto che è riduttivo parlare di “disco” (tralasciando il fatto che i dischi sono due), giacchè questo è, in realtà, un “disco-rso”. Discorso nel senso in cui veniva inteso il cinema, per esempio, nell'ambito delle avanguardie sovietiche, oppure “opera” nel senso del fare artistico. Si può dire: “Pròffiti Now!” è Arte, punto e basta.

Genialmente autoreferenziale, costruito e assemblato come una cucina IKEA, attorno al concetto stesso della propria “componibilità”, delirante come solo una babele di opinioni e linguaggi diversi può essere, figlio e padre di un immaginario altro in cui convivono la tradizione popolare, la ricerca, lo sberleffo, e il sarcasmo ghignante, il tutto in totale autentica libertà. Fotografia in movimento che comprende la propria recensione, elogio e stroncatura, basandosi su un'attenta e imprescindibile partecipazione dell'ascoltatore: “Pròffiti Now!” esiste perchè esisto io, tu, egli, noi, voi ed essi.

In questo senso è improprio parlare di semplice raccolta di canzoni (bellissime) alternate a siparietti buffi, come era, per esempio “Domino Dorelli”, perchè le 128 interviste che vanno a costituire il vero e proprio respiro dell'opera sono montate insieme alle note in un equilibrio tanto apparentemente sghembo quanto saldo e si imprimono nella mente alla stregua di battute provenienti da un film interpretato in egual misura da attori professionisti e gente qualunque, senza distinzioni.

Ci si diverte, si diceva, e tanto, perchè i pezzi sono spesso irresistibili, candidandosi in alcuni casi a far piazza pulita di ogni tormentone che la discografia ufficiale riesce a imporre: in tal senso “Rimpianti a gas” e “Porto rispetto” possono davvero finire sulla bocca di tutti. Ci si diverte come si divertono i vecchi ubriachi al bar, come i bambini a casa da soli, o come gli adolescenti quando fanno a botte o spaccano qualcosa, si gusta la gioia ludica del costruire per distruggere e costruire ancora. Si ride del re, irrimediabilmente nudo, sbugiardato in musichette da avanspettacolo, alternate a modernariato pop. Si può anche piangere, infine, perchè nessuno impedisce nulla.

“Pròffiti Now!” è questo e molto altro ancora: se lo si vuole comprendere e gustare appieno è necessario dedicarvisi senza risparmio, perchè non prevedendo la noia, non prevede superficialità: chi è così saggio da accettare la sfida sarà ricompensato lautamente.

Tracklist

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