Mac and the Bee One of the two 2018 - Rock, Psichedelia, Progressive

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Oscuro e nebuloso, ma anche un po' (troppo) insondabile: "One of the two" degli Mac and the Bee

I riferimenti sono chiari ed evidenti, almeno quanto il buio, anzi il dark che avvolge il gruppo. Questo "One of the two" dei Mac and the Bee è infatti che non si nasconde certo per riferimenti, rimandi e influenze musicali: invece, ben piantato in un terreno che conosce a menadito, un rock-progressive anni Ottanta con venature dark, non fa mai un passo più in là.

Dentro a questo regno (o anche recinto, scegliete voi) la band si trova perfettamente a suo agio e in grado di esprimere un buon contenuto musicale, specialmente per quanto riguarda le linee di basso, sempre eleganti e molto pulite. Tuttavia questa grande forza è anche, a conti fatti, la debolezza primigenia ed assoluta del gruppo sardo. Infatti i Mac and the Bee proprio non spostandosi mai dal loro cantuccio natale, finiscono per non rischiare in nessuna occasione, risultando quindi difficilmente attraenti per le orecchie di chi, di quel regno lì, proprio non sa che farsene o, ancora, non lo conosce fino in fondo.

Verrebbe da dire quasi un disco per addetti ai lavori ma dato che tale espressione dice davvero poco possiamo affermare come questo album, lungi dall'essere perfetto è un ottimo esempio di buon lavoro che però per puntare all'optimum deve per forza di cose rischiare. Nel proprio recinto è difficile crescere, anzi impossibile anche per chi è abituato a fare i conti con il buio o con il dark delle proprie esistenze. 

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La recensione One of the two di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2018-06-28 00:00:00

COMMENTI (6)

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  • MacandTheBee 6 anni fa Rispondi

    Come cambia a seconda di chi ascolta:

    debaser.it/mac-and-the-bee/…

    Electro e rock. Beats e chitarre. E’ il connubio più alla moda negli ultimi anni. Il rock, dicono in molti, è morto. Ad ascoltare la miriade di band insulse (sia italiane che anglo americane, sia ben inteso) che si trovano on line, non si potrebbe che essere d’accordo. E allora qualcuno cerca di battere nuove strade. L’elettronica è senza dubbio una di queste. L’elettronica degli anni 90 ha sicuramente creato uno spartiacque tra il grunge e il rock come lo si pensa oggi, nel nuovo millennio. Mac & The Bee sono tra i tanti che provano a far sì che il connubio tra rock ed elettronica abbia senso. E dobbiamo dare atto alla band sarda, con questo nuovo disco, di esserci riusciti appieno. Le ritmiche, che pagano chiaramente tributo ai vari scenari della scena electro anni 90 (breakbeat, electro, drum’n’bass, trip hop), sono ben confezionate, da veri soundboy “supercool” tipo DJ Shadow o Roni Size. E accanto a questo impianti ritmico mettono in gioco un armamentario indie rock, e a tratti kraut (le tastiere analogiche) di tutto rispetto, che fa di questo disco un gioiellino di electro rock italiano da non perdere.

  • MacandTheBee 6 anni fa Rispondi

    Underground Experiment - Daniela Dark
    undergroundexperiment.it/re…

    Incisivi interventi di synth, alternative rock dal sapore '90, contaminazioni stoner, prog e drum and bass, ottima sezione ritmica e un cantato genuino dai tratti ipnotici: sono gli aspetti che delineano il carattere internazionale e il suono corposo di One of the two, il nuovo disco dei Mac and the Bee uscito lo scorso 30 Aprile. Abbiamo a che fare con una miscela esplosiva di suoni sapientemente amalgamati fra loro che racchiude quattro anni di lavoro, studio, concerti, sogni e viaggi a testimonianza di una consolidata esperienza musicale di Antonio Maciocco, Federico Pazzona, Daniele Pala e Bruno Ponchietti.
    In un primissimo approccio con l'opener Feel You ci si ritrova in un'atmosfera distorta, astrusa, quasi disturbante, lo stato d'animo è disorientato e ci si domanda a quale tipo di trama si andrà incontro. Ma la successiva Unleashed rapisce nella sua struttura melodica e ci catapulta in una corsa sfrenata verso quelle suggestioni che si intrecceranno e che caratterizzeranno il resto dell'album.
    Passiamo da Asleep, Be Like Them e Body Parts (la mia preferita insieme a Unleashed, con breve spedizione nello spazio verso il finale) per arrivare a Something new che ci culla in una semiballad di rock nostalgico ed elettronica, e ancora l'accattivante I Wish e la final track Noisy(featuring Alessandro "Lisandru" Sanna degli Ozelo, Ariabascia, Iskeed, Monoke e Toluca). È un percorso in cui si entra – quasi senza accorgersi – in una dipendenza da loop: in un’intermittenza tra dosi di psichedelia e barbiturici, tant'è che alla fine si ha la netta sensazione di aver compiuto un viaggio sulle montagne russe e ci si vuole subito risalire.
    Non è un caso che i nostri quattro portino il riconoscimento di best band e best sound nell'ultima giornata dell'Arezzo Wave Love Milano 2017: nei loro live, che vi consiglio vivamente, i Mac and the Bee creano un impatto sonoro ancora più potente.

  • MacandTheBee 6 anni fa Rispondi

    IndiePerCui - Marco Zordan
    indiepercui.altervista.org/…

    Elettronica che si spinge oltre i confini che conosciamo, elettronica sospinta imprigionata negli occhi vacui di un non definito, ma emblematico, personaggio di copertina ad incorporare elementi, tempi di profusione e accessibilità velata in una spirale tortuosa e cavernosa in grado di sorprendere, in grado di far sperare. Il quartetto sardo confeziona un disco davvero eterogeneo e vitale, capace di spaziare attraverso generi, ma puntando inequivocabilmente ad un rock che non ha frontiere, un rock che porta con sé il profumo di un’internazionalità affacciata alle sonorità del nuovo millennio. Melodie d’oltreoceano quindi per questo One of the two da Feel you fino a Noisy passando per Asleep e I wish per un condensato di impressioni mai celate, ma piuttosto ingabbiate in una musica in grado di smuovere qualcosa dal di dentro che non ha un nome, ma che si pone a essenzialità da riscoprire, si pone a vuoto da colmare oggi più che mai. ​

  • MacandTheBee 6 anni fa Rispondi

    Radiophonica
    radiophonica.com/intervento…

    Sono sempre, alla fine, le storie delle persone, e nel caso specifico della musica, dei musicisti, a delineare e gettare le fondamenta di un suono di una band. Emblematica la line up di Mac & The Bee, in cui i trascorsi e le influenze dei singoli parlano di grunge, folk, metal, stoner, prog, elettronica. Ci vuole però un collante tra tutte queste esperienze. Un tratto che accomuni i percorsi dei singoli. In “One of the two” sicuramente uno degli elementi portanti del disco è l’elettronica. E per elettronica, per Mac & The Bee, intendiamo beats da urlo (ascoltare il drum’n’bass applicato all’indie rock di “Unleashed” per esempio, per capire la “coolness” della band in fatto di beats). Ma non solo. Le tastiere e i synth (analogicamente corretti) creano effetti disturbanti piacevoli, spiazzanti quanto basta per rendere la trama dei pezzi sempre molto fruibile (ascoltare “Asleep”). One of the two, in sintesi, è un bellissimo incontro tra cultura dei beats (che siano breakbeat, downtempo o d’n’b poco importa) e quella indie, che porta in sé (e qui è un altro punto forte della band) in maniera omogenea, tutte le esperienze e i suoni suddetti dei singoli appartenenti al gruppo.

  • MacandTheBee 6 anni fa Rispondi

    Diamo anche qualche altra idea del disco, nel caso si pensi sia un disco dark :)

    CLASSIC ROCK N° 68 (ANTONIO BACCIOCCHI)

    Il quartetto sardo approda al secondo album stupendoci per la capacità di assemblare un multiforme strato di influenze: dal post rock a un funk abrasivo, fino a esplosioni di grunge e stoner. Il tutto con un approccio sperimentale e una modalità da session jazz. Non mancano pennellate elettroniche e poliritmi che riportano perfino ai King Crimson.

  • MacandTheBee 6 anni fa Rispondi

    Diamo anche qualche altra idea del disco, nel caso si pensi sia un disco dark :)

    La musica è il suono che vuole esistere, in una nuova forma, ancora, ancora e ancora... Recensione di Sophia Melfi - Pubblicata in data: 18/06/18
    spaziorock.it/recensione.ph…

    "Posso avere un nome se esisti", recita la copertina del secondo album in studio de i Mac And The Bee. La band nostrana, reduce da un altalenante percorso musicale, arriva con "One Of The Two" ad un punto fermo, un genere in cui tutto si amalgama e si trasforma: il synth-electro-rock. L'elettronica è infatti la nuova forma assunta dal sound del quartetto sardo che esige lasciare la propria impronta all'interno della scena musicale italiana.



    E se per molti gruppi il Bel Paese non rappresenta che un ostacolo alla propria ascesa musicale, i Mac And The Bee richiamano, proprio nella copertina dell'album, le proprie radici. Essa si rifà infatti ad un'opera del pittore sardo Giovanni Manunta, in arte Pastorello, dal titolo "Uno dei Due". "La pittura è l'immagine che vuole esistere, in una nuova forma, ancora, ancora e ancora", ed è esattamente questo che vogliono rappresentare i Mac And The Bee, una nuova entità musicale scaturita dall'eterno dualismo insito in ognuno di noi. Dualità convertita in energia artistica che si riflette inevitabilmente nei brani del nuovo lavoro della band, come in "Noisy", ultima traccia in cui notevole è l'apporto del polistrumentista Alessandro "Lisandru" Sanna, invitato come special guest.



    "One Of The Two" è il risultato di un audace percorso della band, alla ricerca di un nuovo genere a cui approdare. Le influenze musicali di ogni singolo componente della band sono infatti evidenti, nonostante il sound di arrivo si discosti nettamente da esse. Ascoltando attentamente è possibile ritrovare sfumature musicali provenienti dal mondo del rock/metal, dal folk, dallo stoner e tanti altri repertori. Nella traccia "Asleep" è infatti evidente la fusione tra dub, musica prog ed elettronica che lega come un fil rouge tutta la composizione. In "Body Parts" e "I Wish" sono fortemente presenti elementi derivanti dal jazz, dalla fusion e dal funky, uniti ai suoni metallici propri del synth-electro-rock.



    Sperimentare è la parola d'ordine del nuovo album dei Mac And The Bee, in cui l'elettronica è sì un punto di arrivo e maturazione artistica, ma potrebbe anche rappresentare un trampolino di lancio verso nuovi repertori, come l'indie rock di cui lo stesso è visibilmente imbevuto. Il disco nasce da un ampio bagaglio musicale che la band si porta costantemente dietro, aperta e pronta a conquistarsi un posto tra i maggiori rappresentati del genere in Italia e nella scena internazionale.