Daniele Di Maglie La mia parte peggiore 2018 - Cantautoriale

La mia parte peggiore precedente precedente

"La mia parte peggiore" è un disco suggestivo e misurato in cui Di Maglie conferma di saperci fare con le parole

La musica che batte sotto la coscienza sociale di Daniele Di maglie è urgente, a tratti indignata, pulsante. Sorretta dal gusto per melodie ariose, libera di muoversi fra registri compositivi di tipo cantautorale, rimarcando una certa discendenza dalla canzone d’autore anni ‘70, essa mantiene tonalità gentili per tutto il disco. Eppure, già dal titolo, “La mia parte peggiore” poco si addice a garbo e cortesia, specie quando entra in conflitto con una società incivile e irresponsabile. In tal senso, allora, esprime l’insofferenza di chi guarda dentro e fuori di sé con disincanto e turbamento, ma senza aggressività. Sull’orlo di un inevitabile collasso, nell’album, si salva solo chi è attento al potere della parola, quella che smaschera la realtà dal disordine imperante.

Il disco è musicalmente raffinato: la voce calda ed espressiva del suo autore – molto nel mood di un giovane De Gregori – si fa accompagnare da scarne trame di chitarra, pianoforte, archi. Qua e là si affaccia una fisarmonica, una clavietta, un flauto, in equilibrio perfetto con testo e musica. La voce non si inasprisce mai anche quando è più indignata (“Indiani e generali”, “Aprite il fuoco”), si fa languida quando l’amore si fa sostanza salvifica (“Quando torno a casa”, “Rosabella”), diventa malinconica quando il rimpianto punge l’anima (“I violini di Chagall”, “Chiedimi perdono”, “Ti renderò felice”). Ogni canzone è un affresco emozionale, un bicchierino di liquore da buttar giù in un sorso. Di Maglie ha personalità, sa inanellare rime e parole, mette gusto e garbo nel cantare, è capace di raccontare storie. Forse a tratti un po' retorico, vicino a soluzioni sonore già praticate, ma sostenuto da uno stile carico di energia che non esplode mai, mantenendo intimità e compostezza alle sue riflessioni.

E in ultima istanza ho pensato: ma non è forse la parte migliore di noi quel lato oscuro, trasformato in luce, anche dalle parole di una canzone?

---
La recensione La mia parte peggiore di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2018-09-20 00:00:00

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia