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RECENSIONE
08/09/2019

Possiamo affermarlo senza troppi rischi di sbagliarci: già con "Immagino", il primo pezzo di "Non siamo le maschere che portiamo", è abbastanza indicativo dell'intero mood dell'album di AHRI. Già perché Arianna Vitale, cantautrice di lungo corso e di solida esperienza, in questo disco riversa tutta questa sua carica esperienziale. Tuttavia, apprezzando lo sforzo, nella già citata "Immagino" emergono i problemi principali che attanagliano il lavoro dell'artista di Mondovì. Gli arrangiamenti infatti sono classici, anzi classicisissimi ed anche i testi, nonostante siano, oggettivamente, ben scritti e ben cesellati, non ci forniscono mai un guizzo, una sorpresa, una deviazione sullo spartito. Queste mancanze alla lunga pesano in un album composto sì da sette canzoni, quindi un numero ragionevole, ma tutte quante molto verbose e, proprio per il fatto di non regalarci sorprese, quasi tutte un po' monocorde. Tuttavia, va anche detto che Arianna Vitale è perfettamente conscia dei propri mezzi e ci sono momenti anche molto convincenti nel suo lavoro. Prendiamo per esempio "Bastava poco", un pezzo che è trascinante e ben ritmato e, dopo un paio di ascolti, di gran lunga il nostro preferito. Quindi, per riassumere il nostro giudizio, Non siamo le maschere che portiamo" è un disco sicuramente ragionato, sicuramente autentico e sicuramente "fatto bene" ma con una pecca abbastanza grande: non tanto non innova, quanto non sorprende (quasi mai). Ed è un peccato perché la "penna" e la voce sono in possesso di AHRI.

Commenti (1)
  • Arianna Vitale 4 giorni fa

    Grazie Mattia, ti ringrazio infinitamente per le tue parole, che condivido. E' vero che non ho ancora rischiato molto nei miei pezzi, un pò per pudore, un pò per inesperienza e un pò per mancanza di pieno controllo degli arrangiamenti. L'intero album l'ho musicato, non essendo una musicista e non avendo studiato musica. La cosa più vera che hai scritto è che è autentico. Scritto da una novellina dello strumento, è ovviamente molto "semplice" e "quadrato" . Diciamo che è stato per me uno spartiacque, la base su cui lavorare ancora molto. Grazie.

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