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RECENSIONE
09/09/2019

Sperimentare che bella parola!
Mettersi alla prova, destrutturare, sottoporre qualcosa a prove, cambiamenti, esperimenti per l'appunto, è quello che fa Lennard Rubra nel suo ultimo album "Transanomia."

Postumi di un punk, che si confonde e si mischia a quello che è un pop grezzo ma organizzato, deliri di voce, riverberi e sintetizzatori. Chitarre strazianti dal suono melanconico, non rispondi mai, sintomo di un amore fatale, quello che racconta "Amore Semestrale", dove la chiusa finale è: non voglio più vederti. Ballate fluide si alternano a ritmi ossessivi, giri di chitarre acide e mal di testa ricorrenti. Grovigli di parole, disincanto e atmosfere rarefatte di amori liquidi indossati come cappotti che sono già fuori stagione. Un album a tutela dei sentimenti, romantico quanto basta che cela al suo interno testi beffardi, dedito all'improvvisazione che però ha alle spalle una costruzione meticolosa, niente è lasciato al caso. Echi di parole, di suoni, di necessità, lasciate in balia di onde esasperate.

"Transanomia" si dilata e prende tutto lo spazio necessario per arricchirsi, traccia dopo traccia. Una penna quella di Lennard laconica, ma avvincente, ermetica, ma che si lascia capire, che sa cogliere le sfumature della delusione sotto strati di rumore.
Un LP per persone tristi, ma che sound ragazzi.

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