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RECENSIONE
18/06/2019

Pippo Sowlo droppa l’EP ed è già, citando I Cani, astro nascente di quattro poveri stronzi. Effettivamente non c’è niente di twee nel suo dischetto, già dal titolo Ok Computer però trap, in cui l'eroe di cui nessuno aveva bisogno resta umile ma neanche troppo. La sua poetica è ormai nota: Pippo prende gli argomenti taboo, i cliché della scena hip hop/trap e ci caga sopra con la sua satira che definire corrosiva è fargli un complimento. Diciamo che potrebbe essere un incrocio tra Bill Hicks e un tredicenne che ride quando dice la parola merda.

Di base, ascoltare Pippo Sowlo è catartico perché equivale a bestemmiare in chiesa, a picchiare metaforicamente i bambini coi cuccioli di foca e, sia chiaro, quel metaforicamente lì è tutto. In passato Pippo Sowlo ha ribaltato lo stereotipo del gangsta rapper dichiarandosi orgogliosamente infame e amico delle guardie, ha inscenato un nuovo Bataclan al Monk, ha elogiato le gesta erotiche delle ragazze affette da menomazioni fisiche e ha cavalcato il sarcasmo cinico e corrosivo della post-ironia. 

Il fatto è che, secondo noi, c'è un piano un po' più strutturato dietro la facciata di lol trapper e nel pezzo già edito Re: Inoki viene neanche tanto sommessamente fuori, quando inizia il dissing contro il rapper della vecchia scuola ma poi ritratta tutto e comunica ad Inoki di essere in realtà un fan e un fallito: "Inoki io ti parlo come se fossi tuo figlio, spero tanto che in DM puoi darmi qualche consiglio, per tornare ad essere me stesso, a essere Filippo, per uscire da 'sto vortice chiamato solipsismo, per rompere al più presto questo loop maniacale in cui continuo a fa' ironia, ma in realtà dentro sto male." Dite cosa vi pare, ma questi sono tra i versi più importanti dell'attualità e poco importa se siano uno squarcio nella verità o un continuo gioco di iperboli, tanto alla fine stavamo a ridere come scemi e come un ceffone sono arrivate delle parole pesanti, che restano una volta finite le risate.

Ecco il ponte all'argomento ceffoni che ha tenuto banco nelle discussioni social: Sirvia fa il verso a Carl Brave x Franco 126 ma invece di portare la ragazza a fare aperitivo e poi rimanerci male, parla di un tipo che ha dato uno schiaffo alla propria fidanzata per poi tentare di rimediare alla violenza con discorsi compiaciuti tesi a minimizzare la questione, che sorbiscono l'effetto contrario, cioè farci disprezzare il protagonista. Boh, poi saremo strani noi a pensare che faccia meno male ridere sugli argomenti taboo piuttosto che renderli tali, ma saremo pronti a scommettere che nessun caso di violenza sulle donne sia scaturito dall'ascolto ripetuto di Sirvia.

Degna di nota Ridatemi l'ITPOP che glorifica i memini applicati al fenomeno dell'indie proposti dal gruppo Facebook Diesagiowave, con tanto di citazione del synth de I Cani alla fine, e pure Sciarponi feat. Sanguedecane, cronaca intima local, ma sono i primi due pezzi dell'EP che settano il tono dell'opera: Theme From The Torre Gaia, un incubo psichedelico in cui un qualche disadattato urla malamente frasi tratte dalla famosa canzone Fregne Mutilate dopo aver invitato Pippo Sowlo a trovarsi un lavoro, e Pesto Cover (titolo trappola), la vera cicliegina sulla torta: base rubata a Thoiry di Lauro, leggera introspezione e via col pezzo su quanto fanno schifo i neonati, arrivando a dire cose irripetibili. 

Morale della favola? Pippo Sowlo diverte chi deve divertire e scandalizza chi deve scandalizzare, ma il dibattito su quanto sia giusto o meno ridere di tutto lo respingiamo al mittente, perchè nel dubbio, pensiamo che censurare non contribuisca mai alla lotta per i diritti. Non fraintendeteci, questo non significa "fatevi du risate", è piuttosto un invito a riflettere sulla libertà di espressione. Daje.

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