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album The Opponent - Overactive

Overactive

The Opponent

2018 - Death metal

RECENSIONE
10/09/2019

“Udite, il nichilismo è giunto!", così si presentano i death metaller laziali Overactive, introducendo un album che fa sua la visione filosofica del materialismo più radicale, quella di un universo in cui non c'è posto per una qualsiasi declinazione dello spirito e in cui metafisica e morale e, soprattutto quella cristiana, sono solo i legacci che ancorano l'uomo a una dimensione primitiva. Non è difficile riscontrare le tracce di questo pensiero nei testi e nei titoli del lavoro: ’Soulless’, ’Lies In Your Faith’, Crucifixion, ’Clerical Euthanasia’.Immaginario che ben si sposa col discorso musicale proposto, un death metal dalla vocazione abbastanza tecnica, non tanto per i virtuosismi (al netto di assoli shreddati e blastbeat incalzante), ma per un'impostazione che, soprattutto nella seconda metà del disco, lascia spazio a qualche cambio di tempo, rallentamenti improvvisi per breakdown o passaggi semiacustici (’Clerical Euthanasia’), strutture e soluzioni non banali(Crucifixion). A completare il quadro, una sensibile influenza del death metal melodico nei fraseggi di chitarra e anche in qualche linea vocale (Soulless’), oltre che del classico thrash metal teutonico alla Kreator (’Bloody Innocence’). Ne deriva un album nel complesso coinvolgente e vario rispetto al filone del death metal classico, quello nel cui solco la band rimane comunque con i piedi ben piantati. Sicuramente un buon colpo per un primo full-lenght, su cui lavorare per andare, magari, ancora più in là.

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