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RECENSIONE
09/08/2005

Un album anomalo questo di Remo Anzovino, che non fa altro che raccogliere alcuni temi composti dal pianista friulano a commento musicale di alcuni film degli anni ’20. Quando il cinema non aveva ancora scoperto il colore ed era muto: epoca d’oro degli impressionisti tedeschi come Georg Wilhem Pabst e Friedrich Murnau, ma anche dei documentari di propaganda fascisti e di misconosciuti registi-antropologi come il canadese Robert Joseph Flaherty. Tutti rivisitati nel campo d’azione all’interno del quale si muove “Dispari”, malinconica colonna sonora di un tempo andato, densa di atmosfere sognanti, condensato di arrangiamenti delicati, frutto dell’elaborazione di esperienze diverse. Che partono dalla musica leggera, aprono le porte del jazz e del tango, viaggiano con grazia tra oriente e occidente, con pezzi strumentali guidati da un piano gentile, seguiti da una orchestra al passo di un album onirico. Uno splendido banchetto per l’immaginazione, che vaga tra il bianco e nero e la voglia di andare più in là.

Tracklist

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