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RECENSIONE
09/09/2019

È più facile recensire un album pessimo, al contrario, imbastire un discorso ragionato che esuli dalle emozioni, dalle sensazioni personali risulta ardito, in particolare, se l’album in questione trascende ogni classificazione, ogni etichetta di genere e l’unico espediente per renderne un’idea è attraverso paragoni, mai sbagliati ma, del resto, neanche pienamente calzanti. Una definizione categorica, per quanto lusinghiera -“la versione urban italiana di Björk”- risulterebbe comunque limitante. Potrei semplificare la questione descrivendovi la traccia d’apertura dell’ep come una canzone di Elisa con l’autotune o asserire che, in fondo, “Bad News” sarebbe consona anche interpreta da Guè Pequeno. 

Il primo lavoro ufficiale di Marina edito per Carosello, arriva dopo la celebre partecipazione in “Caramelle” della DPG, dopo un featuring con Duke Montana e Gué Pequeno ed una manciata di singoli. “Compiti a casa” è un perfetto biglietto da visita capace di far coesistere la versione più melodica di Kanye West e quella più romantica di Rihanna, un album in grado di piacere tanto ai fan di Travis Scott quanto a quelli di Levante, inedito, nel suo ensemble imbastito tra i retaggi internazionali del soundcloud rap e quelli nostrani dell’itpop. I testi, pur ricchi si stilemi rap, mantengono un’attitude conscious ed evocativa, oserei dire poetica, abile nel convergere l’allure da “sad diva” di Lana Del Rey all’interno di un contesto emo trap alla Rosalba. La versione in rosa di Carl Brave, non del tutto, se non altro, l’unico artista per il quale i termini pop, trap e cantautoriale sono ugualmente spendibili.

Ed è Qui che entra in gioco Sick Luke (cui marchio di fabbrica appare ben riconoscibile nell’intro di ogni canzone) dando prova di un’innata maestria, una versatilità musicale a tratti inaspettata in brani come “In TV”, cui giro di chitarra ricorda i Pixies, o nell’acustica “Nel fondo del bicchiere”. Non giriamoci troppo intorno, se c’è un fattore che ha reso grande questo esordio è proprio l’amore. E non c’è ragione tecnica in grado di spiegare l’alchimia instauratasi quando il rapporto affettivo ha trasceso quello artistico. “Siamo due teste e un cuore siamese”. Una comunione d’intenti totale che ha permesso l’incontro tra il passato musicale di Marina, prettamente indie rock, e gli stilemi moderni del suo più grande esponente italiano creando un ibrido inedito ma perfettamente coerente. La nuova wave.

John Lennon e Yoko Ono, Kurt Cobain e Courtney Love prestati ai tempi moderni. Questa coppia, ho idea, possa durare molto di più.

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