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album Cosmic Latte - Karoshi

Karoshi

Cosmic Latte

Seahorse Recordings / Audioglobe 2019 - Psichedelico, Post-Rock, Alternativo

RECENSIONE
04/10/2019

Dopo un paio di brevi ep, i Karoshi giungono finalmente al primo lavoro sulla lunga distanza con “Cosmic latte”, che conferma l’evoluzione del gruppo da ensemble strumentale a band definitivamente arricchita dalle non più secondarie parti cantate. La vibrante e sottilmente rauca voce di Enrico (che troviamo anche al piano, tromba ed elettronica), si fonde dolcemente con la chitarra, i synth e i cori di Gabriele, il basso, i synth e i cori di Giulio e la batteria e le percussioni di Andrea, arrivando a definire in maniera elegante e ipnotica la piega che la musica di questa formazione veneta vuol rappresentare.

Se con il primo ep lo stile della band era ancora acerbo e incerto, con il secondo i Karoshi hanno cominciato a destreggiarsi con più convinzione nell’ambito dello space rock, ma è con questo album, “Cosmic latte”, che il quartetto vicentino è riuscito a imboccare una rotta più personale raccogliendo e sintetizzando influenze variegate. Tra i primi due lavori e l’ultimo in effetti c’è stata una battuta d’arresto: “è la morte, ma è anche una nuova vita. È la corrente di risacca, costante e caparbia, che spinge al largo e non lascia tregua”, così i Karoshi stessi hanno descritto questa “pausa forzata”, che ha permesso comunque alla band di accumulare numerosi spunti e di ritrovare, al loro “ritorno in studio, tre anni di idee conservate in un hard disk”.

Quello che possiamo ascoltare lungo le dieci nuove tracce di “Cosmic latte” è quindi un’elaborazione in chiave sperimentale di questi tre anni di idee partorite, rielaborate e lasciate a fermentare, in cui si ritrovano venti Radiohead, brezze Apparat, onirici respiri di “fluido rosa” e un soffio di Four Tet ma anche molte altre cose che i Karoshi amalgamano con cura certosina arrivando a produrre un sound levigato e spaziale, elettronico eppure avvolgente. Gli intenti psichedelici fanno da sfondo a cromature variopinte che vanno dall’ambient alla dark wave, sfiorando addirittura lounge e fusion ed evidenziando la poliedricità delle ispirazioni ma anche la capacità del combo di riassumerle attraverso il filtro della loro pura ispirazione compositiva.

Non è un lavoro di facile ascolto né intende esserlo: è piuttosto la libera diffusione degli arzigogoli cerebrali di questa band colti mentre fluttuano nella loro galassia liquidi come “latte cosmico”. E il viaggio è appena iniziato.

 

Tracklist

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