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album Non Importa - Erri

Erri

Non Importa

ViceVersa Records / Audioglobe 2019 - Indie, Cantautore, Alternativo

RECENSIONE
30/11/2019

Album come questo “Non importa” firmato Erri non capitano tutti i giorni: è raro infatti che già al secondo album un artista abbia le idee chiare su quale visione veicolare, su quali suggestioni trasmettere e suggerire con la propria musica. Eppure a volte succede, e questa è una di quelle.

“Non importa” è un disco maturo e compiuto, incredibilmente a fuoco nel dipingere con parole e suoni una galleria di personaggi e situazioni quotidiane nelle quali ogni ascoltatore può riuscire a specchiarsi. Nel suo raffigurare individui e circostanze Erri riesce a realizzare con estrema naturalezza un’opera che si propone di indagare gli uomini e i loro mondi, sia esteriori che interiori, e lo fa abbandonando ogni cliché e scorciatoia, sia da un punto di vista dei testi che musicale. Erri nella sua scrittura rifiuta luoghi comuni e facili escamotage, privilegiando invece storie autentiche, nelle quali si avverte con chiarezza una dimensione personale e introspettiva; la vera abilità del cantautore siculo sta nel padroneggiare questa materia narrativa con estrema disinvoltura, trasfigurandola e slegandola dal proprio vissuto per renderla accessibile a chiunque.

Lo stesso discorso viene portato avanti anche sul piano musicale: pur trattandosi essenzialmente di un album cantautorale, siamo lontani anni luce dalle stucchevoli soluzioni chitarra-e-voce che hanno ultimamente saturato il panorama musicale italiano. Qui il tappeto sonoro è curato e pensato con attenzione (verrebbe da dire ricercato nel senso autentico di una ricerca musicale), ideato nella prospettiva di completare su un piano sonoro ciò che viene raccontato a parole; ne sono testimonianza (semplice esempio tra i molti che si potrebbero fare) le due chiusure di “Luce” e “Splendore Eterno”: diverse come stili adottati (claustrofobica e incalzante contaminazione proto-garage la prima, imbevuta delle atmosfere oniriche dei Deftones più languidi la seconda), ma identiche nel loro essere non semplice orpello delle parole ma parte attiva nella narrazione, in una sinergia tra suono e parola che è difficile trovare in un’opera.

Un disco del quale, nonostante il nome sembra suggerire il contrario, dovrebbe importarvi.

Tracklist

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Commenti (2)
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  • sertralina 12 giorni fa

    Ma non è l'esordio, è il secondo album.

    > rispondi a @sertralina
  • Davide Bonfanti 11 giorni fa

    sertralina Grazie per la segnalazione! Correggo subito

    > rispondi a @dbonfanti
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