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RECENSIONE
17/11/2019

La Complice è Ilenia Ciarrocchi, una giovanissima autrice marchigiana al servizio di canzoni dalla schiettezza electro-pop che sembrano nascere tra le pagine di un diario segreto. Il contesto, lo spirito, le storie di questo disco vivono nell’atmosfera privata di una cameretta, senza essere troppo meditative e assorte; le sonorità, sornione e goliardiche, non si rabbuiano di fronte alla malinconia dei vent’anni e raccontano di amori infranti con leggerezza. Tutto bene, verrebbe da dire, se non che, all’ascolto, l’album produce un appeal da cartolina che, alla lunga, rischia di essere dimenticato in fondo ad un cassetto. Ecco perché “A Copenaghen offrono da bere” sa di piacevole benvenuto ma con una missione da compiere: carpire e far propri i segreti più nascosti della pop music e dell’indie.

Apriamo il diario segreto, mentre “Propellenti verdi spaziali” inscena un siparietto da teenager innamorata, con una spruzzata di glitter electro-pop sugli occhi. Il ritmo disegna lo sfondo di “La ragazza con la valigia” che stringe in mano ricordi consunti di cotte giovanili, sulle labbra una promessa di felicità e sopra la testa un cielo notturno punteggiato di stelle cadenti. Anche “Maledetto mare” detta le coordinate sonore del disco: un consueto pop intriso di banalità testuale, quasi a sottolineare come l’amore possa banalmente finire tra un centro commerciale e una serie televisiva. Continua la melodia vivace di “Copenaghen” a muoversi con naturalissima cantabilità fino a “Replay” e a “Biciclette elettriche” per celebrare l’onnipotenza della gioventù, l’estate che non dovrebbe passare mai e la canzone pop che fa stare bene.

Ma scrivere canzoni pop che rimangano nel tempo non è cosa semplice; La Complice è giovane ed ha talento, deve solo affinarlo e inquadrarlo progressivamente. Vedremo.

Tracklist

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