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RECENSIONE
29/11/2019

Nell'infinità spaziale dell'universo ci sono corpi celesti considerati di primaria e di secondaria importanza, proprio come nel nostro piccolo universo personale e privato. Con “Corpo minore” Cappadonia inizia a mostrarci il suo, tra numerosi rimandi astrali (“Corpo minore”, “Cometa senza coda”, “Stelle latenti”) e una scrittura lucida e consapevole. Il cantautore, a tre anni di distanza da “Orecchie da elefante”, mette sul tavolo molti elementi costruendo un impianto sonoro in cui si intrecciano i movimenti di chitarra e batteria e la sua indubbia capacità di raccontare, senza che avvengano sovrapposizioni tra la rotondità delle note e la sostanza delle parole.

Dopo aver collaborato con Sick Tamburo e Il Pan del Diavolo e dopo aver fondato, in tempi più recenti, la super band Stella Maris con Umberto Maria Giardini, per Ugo Cappadonia è arrivato il momento di compiere un passo in avanti, che effettivamente c'è stato, contando solamente su se stesso e sulle proprie capacità. L'autore ha prodotto il disco curandolo nella quasi totalità ed inserendo featuring con alcuni colleghi di lunga data, tra cui Federico Poggipollini ed Alessandro Alosi. Nessuna pressione esterna e nemmeno l'ombra di un ammiccamento verso il pubblico: il corpo minore descritto da Cappadonia è autentico e libero, ormai pronto a passare nella categoria successiva.

Tracklist

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