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RECENSIONE
22/05/2020

Alle volte ci si dimentica delle cose più ovvie, tipo i ritornelli nelle canzoni. Bene, con "Borders", i Secret Sigh ce lo ricordano praticamente ad ogni pezzo. Il nuovo disco della band di Ancona è infatti un concentrato di new-wave che con gusto si unisce al pop. L'album è suonato bene e come dicevamo ha dalla sua un punto di forza: i ritornelli, cantati a piena voce e che davvero danno lustro a, praticamente, ogni canzone qui presente. Ci concentriamo sull'ultima però, "Signs" perché, almeno a nostro modo di vedere, è quella che meglio racconta la specificità di questo lavoro. Signs infatti è un vero e proprio inno alla new-wave pensata per essere ascoltata dal vivo e cantata tutti assieme. Certo, lo sappiamo noi e lo sapete voi: scrivere una roba del genere oggi, in un periodo come questo, pare quasi un azzardo ma, per una volta, ci prendiamo il rischio almeno di scriverlo. 

Ecco allora che gli anconetani in "Signs" ma anche in altre canzoni, riescono a ricordarci come, in fondo, la musica sia una cosa semplice ma non banale e quando si hanno ritornelli potenti e immediati come quelli contenuti in "Borders" si è già a metà strada per un bel lavoro. 

Tracklist

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