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RECENSIONE
08/05/2007 di Paolo Menin

Non ci sconvolgono in quanto ad originalità, gli Ilid ci cullano dolcemente con un rock etereo e drammatico ma troppo prevedibile. La voce di Natascia è sicura e offre un’interpretazione che si muove tra Garbage e Within Temptation. Troviamo strofe "trascinate" che tendono a sottolineare ritornelli e altisonanti e aperti ad un tripudio di feedback, qui la voce si concede maggiormente alle sue parti più acute. La registrazione è decisamente professionale (opera di una serie di produttori di tutto rispetto), il che di sicuramente non guasta, ma questo tipo di forma canzone è così abusata che addirittura le prime tracce non si distinguono tra loro - hanno anche la stessa durata. Nessuno spazio a concessioni sperimentali, assoli o virtuosismi di sorta. Tutto è concentrato su Natascia, la musica le sta dietro e la sostiene lontana come il genere richiede: chitarre smussate, batteria in midtempo e un vago senso di ascoltare sempre lo stesso brano.

Tracklist

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