IG (Gianni Maroccolo e Ivana Gatti) Bastian Contrario 2007 - Sperimentale, Pop, Elettronica

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Emozione: da dove nasce, in che colori vira, di cosa odora, che tonalità sceglierebbe, quando rimane nello stomaco, sotto la pelle, se vuole uscire dalla bocca, sussurrarsi, vomitarsi, lacrimare, sogghignare. Strumenti, voce, paesaggi, sfumature, elementi naturali e gli sguardi ossessivi di due artisti per descrivere, sviscerare, partorire l’emozione. "Bastian Contrario" è una raccolta di brani impellenti e arcani come la nascita di una sensazione. La musica diventa parte del proprio pensiero, se si vuole e Ivana Gatti canta quello a cui ho voglia di pensare ora. Lo fa avvolgendosi nelle ragnatele armoniche di Gianni Maroccolo, tra rarefatti tocchi elettronici, contaminazioni operistiche, aromi folk, tempi dispari, retrogusti ottocenteschi e arrangiamenti complessi da Lezioni di Piano. La voce è come e più di uno strumento, si scalda e si raffredda in uno scontro febbrile tra strumentazione e cantato, passa fluidamente da tonalità cupe e intime a virtuosismi su registri altissimi, protetta alla destra da Kate Bush e alla sinistra da Giuni Russo. Un carico sensoriale non indifferente accompagnato oltretutto dalle visuals elaborate da Luca Attili e Massimo Iaquone che incanalano visivamente ogni brano insistendo, seppure in contesti estremamente differenti da un video all’altro, sulla staticità serenamente pensosa e dolorante dello sguardo di Maroccolo e sulla plateale femminilità della Gatti declinata in tutti i suoi espedienti. Eppure in questa giostra di arte e tecnica restano al centro le parole, che raccontano di come “il mondo interiore si riempia di musica quando la vita si svuota” (per citare trasversalmente Tori Amos) e la naturalezza delle melodie che riferiscono i passaggi delle ombre, le fiabe e lo sfogo, l’ironia, la sensualità, l’aprirsi e il rimarginarsi di una lacerazione. Insieme creano semplici canzoni senza tempo, senza un genere, funzionali. Come cerotti che coprono una ferita senza curarla, lasciando la possibilità di scoprirne una parte e di coprirla ancora per tutto il tempo che serve.

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La recensione Bastian Contrario di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2007-06-22 00:00:00

COMMENTI (1)

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  • pseudo 17 anni fa Rispondi

    Bella recensione.
    Magari un po' più "dentro" i singoli pezzi non sarebbe stato male. Ma valida. Come il disco, d'altronde.