R (Fabrizio Modonese Palumbo) In Pink 2007 - Strumentale, Sperimentale, Dark

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Ce ne fossero di più, in Italia, di personaggi eclettici e misteriosi come Fabrizio Modonese Palumbo. Già frontman dei Larsen e perno di svariati progetti seminascosti, la sua figura non ha mai cessato di riunire attorno a sé curiosità e ammirazione; vuoi anche per i collaboratori dei suoi dischi, da Lustmord a Michael Gira e Jarboe (Swans), solo per citare i più eclatanti.

(r) non è un riempitivo, “In Pink” rappresenta il terzo capitolo della sua discografia. Nove episodi densi di (sot)teso lirismo minimalista. Un suono che è senza dubbio un marchio di fabbrica, capace di superare e stravolgere lo standard del post-rock trito e petulante. “In Pink” è anche la malinconia di ambient e wave soffocate dal folk e dal kraut rock, con elementi sottili e tremanti di un intero decennio di musica strumentale. Ed ecco “Fagolose” che apre grattando ricordi cadenti e cresce come una sinfonia industrial/shogaze, con un beat tra cuneo e martello e lacrime mono-nota di tastiera; il flusso muta in aperture spaziali e annega in “Eva Drink”, scontro malvagio tra arpeggi cristallini in minore e voci dark. In mezzo, forti richiami all’oscurità post-industriale dei Coil o del post-rock dei Labradford, passando per elettricità care ai Notwist. Ma il viaggio prosegue tra i contrasti sonici di arpe, campionamenti in reverse e un paio di note rubate ai Mogwai. Palumbo gioca nel disco con una spirale affilata e ritorta fra buio e luce, positività e promiscuità, che si palesa nel massivo impiego di strumenti diversi tra loro, per natura e utilizzo. Senza mai sfiorare la saturazione, il rumore rosa tinge melodica e organo ad aria, mentre altrove flebili aperture chitarristiche fanno spazio a vocalità riverberate tipicamente wave. L’attualità di un brano come “In Spring With My Diamond Ring”, i mo(vi)menti elettronici di “Martini Cocktail” sono da pelle d’oca per l’euforia dei richiami nascosti a sperimentazioni ambientali (e introspezioni folk) di Neurosis e Throbbing Gristle.

Troppi i brani da segnalare nel disco. Inequivocabile la fascinazione di cui è capace, e la delicatezza con cui riesce a soffocare la mente e il cuore. Imprescindibile per gli appassionati, sarebbe un peccato non approfondirlo. Consigliato a chi è stanco della malinconia tinta di grigio.

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La recensione In Pink di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2008-01-15 00:00:00

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