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RECENSIONE
29/06/2009

Da troppo tempo sulla mia scrivania, impolverati dalla vecchiezza della mia pigra gioventù, i Nailseaters finalmente si scrollano di dosso quello straziante abito d'attesa. E mi graffiano, con quattro piccole schegge punk mi morsicano i polsi. Assoli di chitarra che sanno di metal. Insuline di blues. Attitudini e grinte che diresti punk. Musicalmente capaci, perspicaci, vispi a cercare la strada più tosta.

Eppure i loro morsi sono a denti di latte. La prevedibilità bussa, cordialmente i Nailseaters gli aprono porta. Capaci quanto stretti in quel ritmo, in quello spessore insuperabile, in quella voce così masticata dalla storia del punk-rock. Giù le braghe e vestiti nuovi, ché la rivoluzione non passa dal passato.

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