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RECENSIONE
29/05/2009

Quello che a primo accenno sembrerebbe un album facile e senza sale, adolescenziale al punto da credere oggi nell'estetica di una A cerchiata, si rivela piano piano un lavoro quanto meno capace di trasmettere spunti, capace di supportare con modestia timidi espedienti di rivolta.

Sia chiaro, niente a che vedere col punk, con i masochismi dei denigrati, con le sberle ad un potere che oggi non si tocca con la mazza figuriamoci con una canzone. Non servono a niente gli Out of Mind, nel senso che non istigheranno nessuno a fare più di quanto già (non) si faccia: essere incazzati è un valore sano e consolidato, e gli Out of Mind altro non fanno che esplorare in modo modesto i luoghi comuni di una rabbia giovanile facile e comoda.

Non servono a niente gli Out of Mind, eppure campano e si fanno piacere. Quello che dicono è divertente e vero ("senti a me, non votare / senti a me, lascia stare"), innocente e simpatico al punto da rendersi estraneo ad ogni forma di rabbia matura e giustificata. Poche argomentazioni, molti stereotipi, frasi veloci e piccoli spunti. Musicalmente un punk molto cantabile e ben cantato, pop, italiano. Ben suonato e ricco di inflessioni, dallo ska al reggae. Un lavoro divertente, leggero e tuttavia difficile da incriminare. Compatto nel suono, quanto meno coerente nei testi, adatti a descrivere l'estetica punk di quel periodo di vita appena seguente a quando vedevi i Cavalieri dello Zodiaco bevendo i succhi Yoga con la cannuccia.

Tracklist

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Commenti (1)
  • iggy 30/05/2009 ore 15:37

    >>adolescenziale al punto da credere oggi nell'estetica di una A cerchiata.

    la A cerchiata non è estetica. preghiera di documentarsi un po' prima di sparare certe cazzate.

    > rispondi a @iggy
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