Descrizione

ISTRUZIONI PER L'USO – le canzoni di Silvano Staffolani -
2013 – CARTOLINE D'AUTORE
01 – l'amore matematico – (Silvano Staffolani)
Una vecchia e bella storia che raccontano e che si svolge in tempi di guerra, una qualsiasi guerra ché tanto pur se differenti sono tutte uguali; i soldati dell’esercito nemico si stanno avvicinando alla città e come d’uso le notizie delle loro malefatte li precedono, un uomo anziano sta lavorando fuori casa nel suo giardino, perché anche durante la guerra la vita continua nelle sue abitudini quotidiane, allarmato nel vedere l’agitazione di chi sta scappando facendo correre davanti a sé mogli e figlie cerca di informarsi e fermando un suo conoscente domanda cosa stia accadendo : “ma come non sai che i nemici stanno arrivando? Sono già alle porte della città, entrano in tutte le case rubando tutto quello che trovano, distruggendo il resto e stuprando ogni giovane donna” al che l’uomo sbianca subito in volto tanto che il suo conoscente pur nella corsa verso la fuga ha un seppur breve attimo di esitazione; corre verso casa sua chiamando a gran voce la moglie con il terrore nella gola.
La moglie, preoccupata esce in fretta e vedendo suo marito allarmata tenta di farsi spiegare il motivo di tanta agitazione “svelta svelta ma come fai a non sapere, stanno arrivando i soldati che tutto rubano e che stuprano le donne, corri vai a nasconderti più lontano che puoi” al che lei “ma cosa vuoi che rubino noi, non abbiamo niente in casa ed io...io sono vecchia”
“ma...e se ti vedessero così come io ti vedo? capirebbero subito che sei il più grande tesoro che possano mai trovare e ti porterebbero subito via!!!”
C’è anche un’altra storia che qualcuno racconta, a proposito dell’amore matematico e di come una volta che si è “due” non è più possibile concepire l’altro come una singola unità, e l’amore si trasforma in possesso assoluto e pericoloso - esiste solamente il “due” e non si può più concepire l’uno senza l’altro. Uno + uno = due , matematico, incontestabile.
“E tutti vivono nella paura che qualcuno li possa ferire, nessuno che abbia il benché minimo timore di poter essere lui a fare del male” eppure, eppure …”la matematica è solo un’opinione ed uno più uno fa due volte uno” - a volte.
02 – le ombre nel paese – (Silvano Staffolani)
E’ l’atmosfera di paese con i suoi piccoli riti quotidiani che si ripetono immutati nel tempo, i suoni, le voci e le allegre risate di un tempo che a volte non ritorna più perché la vita ti rincorre e non consente che tu possa indugiare più di tanto. Ecco una di quelle solite giornate dove niente sembra mai succedere ed invece è proprio quel niente a renderla memorabile, del resto basta accorgersene.
03 – lola nel fiume – (testo Bruno Trillini – musica Silvano Staffolani)
Rivive nella canzone popolare il mito del fauno (o del dio pan) che libero attraversa i boschi al suono del suo dolce flauto. Nel suo girovagare incontra la giovane e bellissima ninfa Lola che ancor prima di vederlo si innamora del suono del suo strumento. Nel mito il musicista è in realtà assai bruttino avendo gambe e corna di capra e difficilmente poteva riuscire nell'intento di far innamorare le fanciulle che incontrava ma in questo caso la Lola lo vede come un bel giovane a cui chiede di impararle a suonare il suo strumento e a niente servono le parole della madre che invano tenta di metterla in guardia; il misfatto si compie! Tra una suonata e l’altra i due giovani ...
04 – l'ultimo ballo – (Silvano Staffolani)
Forse per timidezza o sbalordimento è consuetudine non avere parole di fronte alla grandiosità di taluni eventi così, quando gli sguardi si incrociano per la prima volta ed arriva la consapevolezza che due estremità dello stesso filo si sono riannodate, il silenzio è un accordo ed una conferma che non prevede ulteriori spiegazioni; l'appuntamento è al prossimo ballo, che non sarà mai l'ultimo, non potrà mai esserlo, sembra chiaro no?
PERSONAGGI ED INTERPRETI : Un cameriere alla fine del suo turno di lavoro. Due ombre
SCENA : Una sala da ballo dopo l'orario di chiusura
05 – sei persa – (testo Bruno Trillini – musica Silvano Staffolani)
una forte presenza di cui si avverte lo smarrimento e che da lì a poco la porterà a perdersi, ed è inutile rincorrerla, chiamarla o cercarla; se n'è andata.
Il dubbio che non sia mai esistita ma che per bisogno sia stata creata è forte, come forte è il desiderio di ritrovarla.
06 – e tu...che fiore vorresti essere? – (conversazione dal film “Harold e Maude – musica Silvano Staffolani)
vieni, ti porto al cinema. Stasera danno Harold & Maude, sì proprio quel vecchio film del 1971, come non l'hai mai visto? E allora bisogna recuperare.
”che spasso! Suoniamo qualcosa insieme” - “Non so suonare niente” - “Niente?! Dio mio! Tutti dovrebbero saper suonare qualcosa”
07 – il guardiano notturno (al deposito dei sogni) – (Silvano Staffolani)
non può esistere alcuna società in cui il sogno sia bandito. Tutto ciò che non si può prima sognare difficilmente potrà mai esistere. Questa è la storia di un mondo lontano, veramente lontano...neanche tanto.
08 – all'enoteca – (testo Bruno Trillini – musica Silvano Staffolani)
Poi ti ritrovi di fronte una immagine poetica come in questo caso in cui il protagonista della storia all'ingresso di questa fantomatica enoteca si trova catapultato nel passato al giorno in cui la sua maestra lo porta in visita alla locale biblioteca, tanto è lo smarrimento di fronte all'autorità ed alla sacralità del posto; e tutto ci porta a pensare che come non sarebbe più ritornato in biblioteca dopo di allora, lo stesso accadrà anche con l'enoteca ora...
09 – ah Silva' e famme gira' – (Silvano Staffolani)
...e c'era sempre questa cosa che mi diceva "Silva', famme gira' " perché ci divertivamo, ballando, a girare veloci sulle note di certi brani ed allora ho pensato…
10 – la strada – (Silvano Staffolani)
il mondo magico e poetico degli artisti di strada, lo sguardo rapito dei bambini di fronte alle semplici illusioni dei giochi e dei colori, e gli artisti che si innamorano con la complicità dei loro mezzi del mestiere a dispetto della malinconia per un mondo che scompare...e quando senti sussurrare andiamo via sai che è a te che si stanno rivolgendo.

Credits

I testi e le musiche sono di Silvano Staffolani eccetto 3 - 5 - 8 testi di Bruno Trillini
La conversazione su "E tu...che fiore vorresti essere?" è tratta dal film "Harold e Maude"

chitarra - ukulele - voce - programmazioni : Silvano Staffolani
I programmi usati per la registrazione e le programmazioni sono disponibili gratuitamente sul web : Audacity - Musescore - Hydrogen
libera la musica libera
foto di copertina : Sauro Valentini

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