A Dirty Power Trio

Davide (voce e chitarra) cerca persone con cui mettere insieme un gruppo che abbia voglia di divertirsi suonando liberamente ciò che viene, suonando senza perdere di vista l’interpretazione personale e la voglia di non stare in schemi prestabiliti. Per questo motivo coinvolge, tra gli altri, due vecchi compagni di musica: Alessandro (voce e basso) e Federico (batteria e percussioni).

Il gruppo trova da subito una buona sintonia, ma riesce a cogliere una direzione condivisa quando, per problemi logistici, decide di continuare come trio, con Alessandro che dalla chitarra passa appunto al basso. Nascono così i Mirrorball, nell’autunno del 2012. Da quel momento, a cadenza regolare il gruppo suona in diversi locali del magentino e di Milano riscuotendo pareri positivi da parte del pubblico e degli addetti ai lavori.

Il trio fonde ed accosta le varie influenze e gusti musicali dei singoli, creando anche l’opportunità di una crescita di stile per ognuno. Si ha così la nascita di alcuni brani propri, diversi da loro stilisticamente: si va dal rock ’70, al grunge, al reggae ecc., proprio perché le idee vengono fuori spontaneamente con la loro particolarità e per non costringersi a rinchiudere la propria passione in un unico genere. Ogni canzone è quindi una storia autonoma, pur portando con sé l’impronta del gruppo. Da qui il nome “Mirrorball”, una palla a specchio che riflette la luce in tanti punti diversi. Le voci, che si alternano o che si fondono insieme, cantano in inglese, preferito all’italiano per la maggior dimestichezza del gruppo con la musica anglofona. La realizzazione di brani originali continua.

I concerti sono all’insegna del divertimento, dell’energia, dell’improvvisazione d’insieme, e della varietà della musica proposta; oltre ai brani propri, le cover, scelte secondo un criterio di gusto di gruppo e non di fama, vengono spesso eseguite in modo personalizzato, con arrangiamenti, ritmi e suoni reinterpretati. Durante la serata è la musica a parlare, i musicisti si rapportano col pubblico con simpatia ma senza fronzoli, lasciando che l’intrattenimento vero e proprio sia dato dalla musica. Appena possibile, si condivide il palco con amici musicisti e con chi del pubblico abbia voglia di suonare qualcosa insieme.