Descrizione

Quarto album ufficiale per Tenedle. Un disco pensato, scritto e prodotto in Olanda.
La canzone d'autore contemporanea di Tenedle tra pop songwriting e sperimentazione.
Ospiti : Marydim, Silvia Vavolo, Vanessa Tagliabue Yorke, Rocco Brunori, Dino Giusti.

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Commenti (5)

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  • Sussurround Records & Live 24/11/2014 ore 01:42 @tenedle

    Recensione da "IL FATTO QUOTIDIANO"
    “Atmosfere boreali di raffinata rarefazione si snodano su un tappeto di ritmi e scansioni incalzanti per allestire un percorso sonoro curato ed elegante. E’ il nuovo album di Tenedle, al cui risultato contribuiscono gli interventi di voci seducenti come quelle di Marydim, Vanessa Tagliabue Yorke e Silvia Vavolo. I brani esplorano la solitudine umana del nostro tempo, scandita da una tecnologia invadente e dominante. C’è anche un’idea di viaggio che affiora nei testi: un viaggio alla ricerca di se stessi, degli altri, di una strada, di una consistenza da dare alla friabilità dei nostri giorni. Piena di temperamento la tromba di Rocco Brunori che personalizza con carattere il sound elettronico del cd

    di VERA RISI

    (“Saturno” l’inserto culturale de “IL FATTO QUOTIDIANO” del 27 novembre 2011)

  • Sussurround Records & Live 24/11/2014 ore 01:44 @tenedle

    Recensione di Chiara Marra su DEGNI DI NOTA

    Tenedle ha buon sangue, sulle prime note di Hikikomori tra elettronica leggera e voce flautata cantautorale vi ricorderà qualcosa come Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel degli Air ma con una voce non distorta dai rimaneggiamenti al computer.I patterns elettronici ci sono e sono sullo sfondo, ma in superficie sono costanti una voce da cantautore e vari elementi di tradizione da recuperare pian pian tra happening e sorprese dietro l’angolo.
    Ma andiamo con ordine: c’è qualcosa che vi ricorderà gli anni ’80 in questo Grancassa, più che una dichiarazioni d’intenti è un DNA: Tendle al secolo Dimitri Niccolai era parte integrante nella new wave fiorentina con la band Laughing Silence nata a metà degli anni ’80. La sua carriera solista, non è da meno, agli esordi se ne erano già accorti Renato Marengo e Michael Pergolani su Radio Demo.
    Tenedle arriva alla sua sesta fatica discografica: un concept album sulla solitudine che chiude una stagione di concept cominciata con l’album Luminal sul tema della follia.
    Tra psycosound e intuizioni cantautorali un mucchio di brani che sanno dove la strada porta, sanno cioè ‘mettere una buona parola’ alla solitudine quasi intessendo un dialogo con ‘i solitari’: come manifesto si possono prendere versi come questi: ‘Ogni cattivo pensiero è un mostro/ prende la forma che tu gli vuoi dare/ sentirsi soli è una brutta scusa/ non si abbandona così ciò in cui credi.

    Tenedle si immerge in una parete mentale che parte con l’elettronica e i sussurri vocali di Hikikomori: la figura dell’adolescente giapponese rinchiuso in eremitaggio nella sua stanza con la realtà virtuale come unica via di fuga.
    Tenedle sa controllare bene il tutto, i dosaggi musicali, emotivi, i groove: è uno stile eterogeneo e consapevole: disco che parla di solitudine ma senza mai perdersi nel vuoto del baratro, sempre con appigli per risalire e uscire dal tunnel a livello di ricerca mentre il campo empirico della musica si muove tra savoir faire e consapevolezza musicale che sa farsi sempre ballabile e orecchiabile in continua evoluzione: evoluzione perché a mano a mano che il disco prosegue si aggiungono ai pattern la tromba jazzy di Rocco Brunori e le voci femminili di Marydim, Vanessa Tagliabue e Silvia Vavolo. Effetto terapico nei testi, eleganza nei suoni tra vari abiti che cadono a pennello tra delicatezza, estrosità e infinite gradazioni intermedie.
    Brano principe di tutti questi elementi è Ideale (da cui provengono i versi citati qualche riga prima). In questa dolce marcia contro la ghettizzazione mentale, si procede anche su tinte più marcate ed elettroniche e virtuosismi alla tromba in versione di critica sociale: ‘come è facile educare con il Napalm’ in In Una Catapulta. Il disco riesce ad alternare con continuità tinte rarefatte come la suggestiva Sta Accadendo, brano di rinascita, al groove tutto da hit di La Cura Del Suono,brano di punta di questo disco all’insegna dell’ elettronica ballabile. Siamo in fase discendente, ci si mette poco a familiarizzare con lo stile di questo disco subito friendly che in Maledizione sperimenta una chiave blues innovativa. Più dark sono invece le tinte grottesche di Boomerang e Hai Fai.

    Tutta da scoprire è Grancassa, esecuzione strumentale che dà il titolo all’album e inaugura una manciata di canzoni più radicalmente electro come La Spiaggia o Le Cose Infinite, con tanto di tromba malinconica che richiama un glam rivisitato.
    ‘ Sono egocentrifugo ma non sono il vostro caso clinico, sono un dinosauro ma non mi sono mai estinto’ è la bandiera di Egocentrifugo che con Feedback è un cantico agrodolce che in chiusura spezzano il cerchio della grancassa della solitudine.
    E’ un disco capolavoro: non gli manca nulla, l’esperienza, la capacità eclettica, la personalità e i contenuti. Il corollario di presupposti è sapiente e intelligente, ma Dimitri Niccolai ha anche la sapienza di collaudare tutto in un liquido fluido capace di creare un disco a più livelli: bello per il suo cantautorato ricco e profondo ma anche leggero, ballabile, appetibile ad un primo ascolto.
    Niccolai – che vive a metà strada tra la culla new wave fiorentina e l’Olanda – sa crearsi il suo recinto creativo inconfondibile: la sua voce sottile e ficcante che nuova tra nuovo e tradizionale. Nessuna somiglianza particolare, è proprio lui, è il suo mondo, è Tenedle e vi piacerà un sacco.
    2010 – U.d.U. Records/ New Model Lab_

    di Chiara Marra

  • Sussurround Records & Live 24/11/2014 ore 01:45 @tenedle

    Recensione ESTATICA.IT

    Quarto album ufficiale per Tenedle, che propone pulsioni elettroniche, voce soft, testi d’autore onirico intimisti. I suoni sintetici sono creati con il giusto gusto ed equilibrio e sotto intendono una ricerca sonora pregevole.
    E’ bello lasciarsi andare in questo flusso composto da tastiere, fiati, loop, su cui si posa una voce che dona calore all’insieme e dei testi sempre al servizio della musica.
    Davvero riuscite le collaborazioni vocali femminili di Marydim, Silvia Vavolo e Vanessa Tagliabue Yorke, che affiancandosi alla voce maschile di Tenedle, donano un qualcosa di più ai brani. Altro elemento da apprezzare è la tromba di Rocco Brunori, che si inserisce perfettamente nel contesto elettronico. Qua e là emergono elementi ispirativi, mi vengono in mente alcuni ritmi dei Cure, un cantato a volte vicino a quello di Battiato, i Subsonica. Il risultato però vive sicuramente di vita propria.
    A livello di testi, c’è un elemento che accomuna tutto il lavoro, che è quello delle nuove forme di solitudine.
    Analizziamo alcuni tra i brani più riusciti.
    “Hikikomori” (letteralmente “stare in disparte, isolarsi”) cita il fenomeno giapponese di isolarsi stando per mesi in casa senza uscire (“Io e te, dentro, siamo due isole, fuori il mare nero. Da quando sono al mondo mi sembra un inferno, so che per te è uguale. Hikikomori. Essere soli, fingersi liberi in un centro commerciale, da quando sei entrata ho qualcosa per cui sognare, non posso più lascirti andare. Hikikomori”).
    La dolce e delicata “Ideale” (“Ogni cattivo pensiero è un mostro, prende la forma che tu gli vuoi dare. Sentirsi soli è una brutta scusa, non si abbandona così ciò in cui credi. Vai lentamente, controcorrente, è uno stato mentale sai….. Con la tu amente in un mondo ideale”).

    La vellutata voce femminile presente in “Sta accadendo” conferisce un aspetto sognante a questo ottimo brano (“Lascia tutto com’è ora, disordine incluso. Domani getterò le cose che oggi uso. Non so dove sarai quando… [..] Ma ora ferma, sto sognando che ciò che sento e che vedo sta accadendo. In un’altra dimensione stai cercando senza spiegazione, stai vagando e perdi la ragione”).
    Paranoia, inquietudine, memorie ed echi dal passato in “Boomerang” (“Nella vecchia fattoria ci rinchiusero mia zia, ma se chiedi di vederla son sicuro che non c’è, nella casa di mia zia quante cose porti via, ma se vai a visitarla c’è una stanza anche per te [...] Se giochi col mostro, cammini come il mostro e un giorno ti trasformi in ciò che sei che istintivamente sempre stato sei”).

    Viene da pensare perché progetti interessanti come questo rimangano così poco in evidenza rispetto alla moltitudine delle produzioni.

  • Sussurround Records & Live 24/11/2014 ore 01:46 @tenedle

    Per quelli che non hanno ancora trovato una perfetta definizione di “alternativo” ed “eccentrico”. Per quelli che amano la musica elettronica. I suoni più eversivi, di tradizione nordica, che nascono dalla pancia e si fanno strada attraverso i bit di un computer.
    Ma anche per quelli che sentono la mancanza della cara vecchia canzone d’autore : introspettiva, a tratti ermetica, malinconica, pur riletta in chiave estremamente contemporanea, quasi futuristica. E infine, per quelli che pensano che la musica italiana, a maggior ragione se indipendente e non commerciale, non possa valicare i confini nazionali. Tutti loro ameranno Dimitri Niccolai in arte Tenedle. Fiorentino di nascita ma “emigrato” per amore in Olanda molti anni fa, l’enigmatico e lunare Tenedle è tornato per qualche settimana nella sua città per presentare il suo quarto lavoro discografico intitolato “Grancassa” e pubblicato a dicembre dalla U.D.U. records, presentato in prima fiorentina la scorsa settimana a La Citè e al Teatro Storico di Osteria Nuova. Tre anni dopo “Alter”, sei dopo “Luminal” e a otto dall’impronunciabile “Psicfreakblusbus”, questo artista davvero singolare, compositore ironico ed “egocentrifugo” come da titolo del singolo che traina il disco, dimostra ancora una volta qualità espressive davvero originali in 14 canzoni inedite e inaspettate, ognuna una storia, un piccolo racconto poetico, unite dal filo rosso della solitudine e dell’inquietudine. La fusione tra elettronica funziona, eccome. Soprattutto in brani come “Ideale”, “Sta accadendo” e “Maledizione” dove compaiono anche le ottime voci femminili di Marydim, Silvia Vavolo e Vanessa Tagliabue Yorke, oltre alla tromba ospite di Rocco Brunori. Info su www.tenedle.com

    CORRIERE DELLA SERA - FIORENTINO domenica 06/03/2011

    Edoardo Semmola

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