Descrizione

LIBERAZIONE - aprile 2005

Non è un novellino Dimitri Niccolai, in arte Tenedle, visto che quindici anni fa navigava nella new wave con i Laughing Silence.
Oggi gioca con le citazioni senza nasconderle, inventando la figura del cantautore visionario e a tratti allucinato.
Non disdegna la psichedelia e non sfugge alle suggestioni elettroniche, ma riesce a non farsene dominare.
L'album racconta un viaggio intorno alla follia con suoni e parole che riescono a scavare nel fondo dell'anima.

Gianni Lucini

Commenti (4)

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  • Tenedle 05/10/2008 ore 21:30 @7646#inge

    LIBERAZIONE - aprile 2005

    Non è un novellino Dimitri Niccolai, in arte Tenedle, visto che quindici anni fa navigava nella new wave con i Laughing Silence.
    Oggi gioca con le citazioni senza nasconderle, inventando la figura del cantautore visionario e a tratti allucinato.
    Non disdegna la psichedelia e non sfugge alle suggestioni elettroniche, ma riesce a non farsene dominare.
    L'album racconta un viaggio intorno alla follia con suoni e parole che riescono a scavare nel fondo dell'anima.

    Gianni Lucini

  • Tenedle 05/10/2008 ore 21:31 @7646#inge

    MESCALINA.IT - febbraio 2006

    E c’è chi ancora si ostina a pensare che non ci siano più motivi validi per ascoltare musica, cercare nel sottobosco dei cosiddetti “emergenti” quel guizzo di intelligenza che rivela un piacere e -perché no- un’utilità sociale e terapeutica della scrittura di canzoni? Canzoni che si facciano cantare, che ti sorprendano mentre ne fischietti l’inciso o che facciano leva su una leggerezza solo apparente per forzare lo scorrere di una quotidianità assai poco razionale.
    Dietro Tenedle, personaggio che con una buona dose di perspicacia si definisce schizoide, si nasconde un autore che ci lancia da tre quarti quello sguardo di chi osserva da una posizione privilegiata, quel poco che basta per scorgere una realtà fuori fase, frenetica e alienante. Siamo noi quelle figure che popolano i brani di “Luminal”, elemento in più per avvicinarlo con curiosità ancor maggiore.
    Musica pop, priva tanto di quella autoreferenzialità tipica dei cantautori quanto della totale e spesso grottesca dedizione verso modelli d’oltreoceano (o solo d’oltremanica) dove con una naturalezza talvolta imbarazzante si sposano il senso melodico di certa poco ortodossa tradizione italiana (da Tenco a Ciampi, a Battiato), ad una rinnovata dedizione nel rinverdire con spunti nuovi una poetica sottile di questo inizio secolo in via di definizione. Se c’è un pregio che va riconosciuto a questo album è la leggerezza, il limitato peso specifico che lo rende godibile e ottimamente assimilabile da qualunque palato. Poco importa se i contenuti che testi quali “Prima del suicidio” o “Bibbie luminose” portano in sé emergono solo ad una analisi più attenta e non nell’immediato spazio di un ascolto: ciò par essere funzionale al rimando continuo alla follia che viene effettuato in un gioco senza riserve che viene condotto per tutto lo spazio dell’album.
    La musica del toscano Tenedle è da invidiare perché autentica, sincera. Le parole fluiscono con una naturalezza invidiabile e l’esercizio di scrittura appare risolto con grande competenza e padronanza della materia, frutto anche di una gavetta quasi ventennale di Tenedle, maturata sia in Italia che all’estero.
    Se rivelare un consiglio è da ritenersi ancora un valore allora approfittate dell’occasione e fate in modo di ascoltare “Luminal”, potreste incontrare la tipica eccezione che non fa altro che confermare la regola: è nei meandri nascosti delle più spericolate autoproduzioni che stanno i migliori autori della nostra musica.

    Andrea Salvi

  • Tenedle 05/10/2008 ore 21:32 @7646#inge

    Music Club - Novembre 2005

    Tenedle ha tutte le carte in regola per diventare il mio nuovo cantautore preferito. In fondo alla cesta dei demo del MEI abbiamo trovato questo album (un album vero, non un demo) del 2004. Domanda comune: “e questo che ce sta a fa?!” Però osservo la copertina, con una foto di sto tipo che ha tutta l’aria di non essere completamente a posto con la testa, sapete no, una specie di presa di coscienza del proprio esaurimento… Poi leggo certi titoli… “Molotov Kid”, “Schizoide”, “Prima del Suicidio”… “Questo disco è per me” ho dichiarato, e me lo sono portato via. E scopro con piacere che il fiorentino Dimitri Nicolai, in arte Tenedle, è un genietto. Innanzitutto indagando scopro che non è un novellino (ma si sente), con un precedente album già in circolazione ed anni di gavetta nel gruppo Laughing Silence. Questo suo album “Luminal” è completamente farina del suo sacco: composizione, suoni, esecuzione, testi… Giusto della veste grafica se ne è occupato qualcun altro. Ma parliamo della musica… Musica leggera, canzone d’autore elettronicizzata ma molto orecchiabile, con una voce il cui timbro ricorda un po’ quello di Franco Battiato. Testi a dir poco geniali che in un paio di casi (“Prima del Suicidio” in primis) mi hanno costretto a genuflettermi davanti alla foto di copertina di Tenedle. Gli interventi puramente elettronici nei suoi arrangiamenti sono folli e insertati con gusto: danno un bel tot di punti in più ai suoi brani, che altrimenti avrebbero rischiato di suonare troppo convenzionali… Per esempio l’incipit dell’album (il brano “La Scatola”) è micidiale, con quel sintetizzatore insistente che mi ricorda addirittura certi Pankow… Andando a cercare dei difetti, posso giusto soffrire di una mancata violenza generale: se ci fosse qualche pezzo più carico non avrebbe affatto guastato. Toccherà aspettare un’improbabile versione dell’album remixato da Fatboy Slim? Il basso elettronico poteva pure risparmiarselo… Delegare una fetta della sua autarchia per avere il suono di un basso vero sarebbe stato un compromesso non troppo nocivo, o sbaglio? Ricordiamo poi che questo album è targato 2004. Oggi è il 2007. Che starà combinando Tenedle? Ci facci sapere, che siamo in ansia e non abbiam più Luminal. Contatti: www.tenedle.it

    Moonfish

  • Tenedle 05/10/2008 ore 21:33 @7646#inge

    LEEUWARDER COURANT - quotidiano olandese (traduzione) - settembre 2005

    Un manicomio musicale dove pazienti come Beatles e Radiohead si incontrano e si salutano.
    Così si lascia descrivere "luminal", secondo lavoro ufficiale del cantante - songwriter italiano Tenedle.
    Il concept album ruota intorno all'idea di cosa e chi sia folle.
    Correnti musicali che si incontrano in un cd che ogni volta lascia ascoltare suoni particolari.
    Dal pop più convenzionale alla psichedelia, da effetti elettronici e ritmici a suoni caldi e dolci melodie con leggere soluzioni atonali o voci narranti.
    Si ascolti ad esempio "la crisi", con una melodia prevalente che ritorna attraverso suoni e ritmica ricercati, un sunto omogeneo di varie influenze., a dimostrazione di una costante crescita nella carriera del musicista fiorentino.
    Ogni nuovo ascolto è una scoperta e bensì alcune particolarità linguistiche si perdano, Luminal è un disco raccomandabile, sicuramente per gli amanti di una
    forma di "progressive" pop.

    Henri Vervoort

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