Descrizione

A 3 anni da “Grancassa”, 6 da “Alter” e 9 da “Luminal” torna la canzone d’autore contemporanea di Tenedle con il nuovo album “Vulcano”.
12 canzoni da danzare o ascoltare in modo rituale, sul filo sottile tra pop e ricerca, un album che mette in parallelo l’universo che ci circonda con quello interiore e che si interroga sulla genialità e la bestialità umana, cercando risposte tra silenzio magnetismo ed elettricità. Scritto e prodotto da Tenedle, “Vulcano” è stato realizzato in compagnia del trombettista Bert Lochs, della vocalist Faith Salerno e del bassista Jos Caspers. Formazione più intima rispetto all’album precedente ma composta da tre formidabili musicisti che hanno dato personalità ad ogni singolo brano
di questo nuovo viaggio.

Credits

Label : Sussurround - Udu records

TENEDLE : Vocals guitar keyboards computer programming
FAITH SALERNO : Vocals
BERT LOCHS : Trumpet flugelhorn piccolo kazoo
JOS CASPERS : Bass guitar

info & acquisto album CD : www.tenedle.com

Mastering : Pietro Rossi - RedStone Productions Amsterdam
Cover painting : Rita Pedulla'
Graphics : Marc Lochs
Photography : Iuri Niccolai

Commenti (4)

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  • Sussurround Records & Live 24/11/2014 ore 01:48 @tenedle

    da BLOW UP di settembre 2014
    “L’album è tutto di grande valore e qualifica Tenedle come uno dei personaggi più significativi di questo periodo di musica italiana. Uno con molte cose da dire ancora….” (Piergiorgio Pardo)

  • Sussurround Records & Live 24/11/2014 ore 01:49 @tenedle

    da LA REPUBBLICA giugno 2014

    “Unico Tenedle dall’Olanda con dolcezza”

    Fiorentino, Dimitri Niccolai in arte Tenedle vive in Olanda, lontano da qui, lontano dai facili miti della nostra musica indie d’autore e dal suo poco coraggio. In quella terra d’acqua, in quel Paese “liquido” Tenedle sembra aver trovato il flusso giusto per le sue idee, per il suo fare musica “postmoderno”. Dotato cioè della capacità di incanalare in un unico solco materiali sonori diversissimi, di elaborare un suono di frontiera tra pop e sperimentazioni sulla forma canzone prive di cadute pseudointellettuali, tra suoni acustici ed elettronici utilizzati con la medesima grazia, tra novità e tradizione in perfetta osmosi. Certo, Vul-cano (UdU, la copertina è di un’altra artista fiorentina, Rita Pedullà), il nuovo album del musicista fiorentino (è il quinto della sua lunga e appartata storia sempre in evoluzione, in crescita) evoca inevitabili paragoni che vanno da David Sylvian a Battiato ai Baustelle alle morbidezze introspettive di Pacifico agli eroici furori del miglior Battisti. Ma poi ogni confronto cade davanti alla solenne dolcezza dell’incedere della musica di Tenedle, al suo essere cantautore e al contempo qualcosa di oltre, di altro — un “elaboratore” di musica, di suoni, di parole — al suo saper osservare il tutto e la sua parte, il cosmo e gli uomini piccoli, al saper raccontare la bellezza e l’orrore delle nostre esistenze, al di là degli incauti ottimismi tanto di moda tra i nuovi cantautori. Morbidi fiati, bassi incisivi e tastiere strappate alla new wave, tappeti kraut, sospensioni postrock epoiunaperla, La stella popolare, una canzone che meriterebbe d’entrare nella testa di ognuno per la cristallina, intelligente affabilità. Musicale e poetica. Ha un grande pregio, Tenedle: scrive testi in italiano nonostante i riconoscimenti internazionali, sfida l’ascoltatore straniero ma anche quello nostrano, ormai assuefatto a tanta inutile leggerezza.

    Fulvio Paloscia

  • Sussurround Records & Live 24/11/2014 ore 01:52 @tenedle

    da ROCKON maggio 2014

    Firenze-Amsterdam come linea direttrice della poesia di Dimitri Niccolai in arte Tenedle, una voce e un’aura che sembra filtrare da temi e modi – più che alieni – da altri paralleli, quel cantautorato che sa di condensa sui vetri e che piano piano va a gocciolare, se istigata da un dito che disegna cose e sogni, sui teneri calori di questo bel “Vulcano”, nuovo capitolo dell’artista che non smette mai di essere immediatamente pop ibrido come una leggera liberazione insistente. Musica, parole, idee e sogni stirati nella semplicità di una personalità artistica che fa ampio ricorso alla gentilezza e a quella magniloquenza a volte malinconica, a volte indolente, altre ancora volatile e irraggiungibile, un pop rigato da inneschi sperimentali, una tromba Newyorkese che da uno stupendo assillo atmosferico “Aurora” “L’attimo prima del risveglio”, “Amore da un altro amore”, quelle ballate sinuose “Canzoni che fanno male”, frizzantine amare “Pow wow”; un viaggio che ci conduce in un gioco espressivo condito di estro in cui l’artista Tenedle muove rifrazioni e semiombre come in un viaggio nell’irreale immaginario. Certo e poi che cosa esiste di più assurdo dell’immaginario? Tutto e niente e questo disco ne innesca tutta la fresca aspettativa, con quella fedeltà d’insieme che suona efficace e con un pizzico di magia. Ancora una sana boccata d’aria fresca? Si, specie quando passa la ritmica mid-dub di “Teletransportsister” e l’intimità da mattonella che “Gliese” dipana tutta d’un fiato, ed allora e qui che ti accorgi che hai ascoltato un disco che non ha e non conosce momenti di calo, che si adagia perfettamente alla tua voglia di rimbalzo, quel senso incontrollabile di spiccare un salto all’insù e piroettare a tempo indeterminato. Dodici canzoni una più bella dell’altra.

    Leggi tutto su: http://www.rockon.it/recensioni/tenedle-vulcano/

  • Sussurround Records & Live 24/11/2014 ore 01:53 @tenedle

    da ALTRI SUONI - GLI ALTRI maggio 2014

    Dimitri Niccolai, in arte Tenedle, antico componente dei Laughing Silence, fiorentino di nascita ma residente in Olanda torna a noi con un nuovo album, il quinto ufficiale (cui vanno, andrebbero sommati almeno tre raccolte realizzate a cavallo tra il secolo scorso e i primi anni del nuovo millennio. In questo nuovo lavoro conferma un talento unico nel raccontare in musica oniriche visioni lavorando sui paradossi.
    E’ un cantautore pop che rifugge la struttura a ballata preferendo lavorare su sonorità elaborate e ricche di citazioni.
    E’ musicale e teatrale al tempo stesso, le sue sono visioni musicali, piccoli (e grandi) quadri che si fanno quasi “vedere”.
    Raffinato e colto metabolizza e rielabora tutto ciò che in questi anni è nato nei territori musicali che frequenta. Il risultato è un gran bel disco. Il merito è tutto suo ma non vanno dimenticati gli apporti del trombettista Bert Lochs, del bassista Jos Caspers e della voce di Faith Salerno. Tenedle ha scritto una meravigliosa colonna sonora per questi tempi stralunati e fuori sesto.

    Gianni Lucini

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