album dANIELE tRUCCO - dANIELE tRUCCO

dANIELE tRUCCO dANIELE tRUCCO


2012 - Cantautore, Strumentale, Pop rock

dANIELE tRUCCO
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Descrizione a cura della band

dANIELE tRUCCO è un album casalingo, scritto, suonato e interpretato dall'autore nel corso dell'anno 2012.

Credits

Note ai brani

1. Riuscito tentativo di superare Alfieri, Manzoni e Foscolo con l’autoritratto in sonetto.
2. Gioco musicale su una poesia crepuscolare di Marino Moretti.
3. Lessico musicale in ordine alfabetico selezionato in modo da formare dodecasillabi.
4. Da quando ho affisso di fianco al cancello di casa una targa in latino contenente una antinomia che ho costruito giocando sul significato ambiguo della parola ‘spesso’, tutti vogliono saperne la traduzione. Ascoltando la canzone la casa in prima persona fornirà a tutti l’agognata traduzione.
5. Il brano parla da sé. Gran parte degli strumenti utilizzati per registrarlo sono quelli di mio figlio.
6. Da una barzelletta per bambini ho ricavato cinque identiche storie eliminando a turno una vocale ma (tentando) di mantenere la stessa melodia.
7. Trasposizione musicale (già affrontata da un altro con certo minore successo rispetto alla mia) di un sonetto di Cecco Angiolieri.
8. Testo nato molti anni fa dalla penna di Pier Carlo Brignone; recentemente l’ho ripreso e un po’ trasformato rispetto a quello che era in origine. Non me ne voglia George Harrison ma ho dovuto adattare la sua citazione all’armonia del pezzo, credo migliorando l’originale.
9. Classico testo a sorpresa finale.
10. Da un famoso gioco linguistico irrisolvibile ho tratto questa storiella animata dalle voci dei protagonisti. Peccato che la soluzione dell’enigma non sia rimasta incisa causa un danno delle apparecchiature!
11. L’idea originale è stata di Villa-Lobos; io ho fatto la stessa cosa prendendo come skyline non quello di New York ma delle alpi Cozie e trasformando le vette in note su un virtuale pentagramma. La melodia segue in modo abbastanza preciso le varie cime alpine da sud a nord e poi, in moto contrario, da nord a sud. Il Monviso è facilmente distinguibile dalla sonorità artificialmente accentuata della nota più acuta.
12. Brano di memorie probabilmente comuni un po’ a tutti.
13. Dieci endecasillabi errati (ognuno con un accento sfalsato di una sillaba) per costruire il vero senso dell’onnipotenza di dio.
14. Per capire bene la canzone si legga “La creazione e P.H. Gosse”, racconto di J.L. Borges tratto da Altre inquisizioni. Altrimenti non lo si legga e lo si capisca non bene.
15. Descrizione ipotetica degli ultimi istanti di vita di una persona. Il solo di synth deriva da un altro mio brano di qualche anno fa che, attraverso un forzato copia e incolla ho appiccicato e adattato.
16. Secondo riuscito tentativo di superare Alfieri, Manzoni e Foscolo…

Commenti

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