Split Souvlaki Reheated - An italian tribute to Slowdive 2015 - Indie, Electro, Shoegaze

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Un “Souvlaki riscaldato” ma pur sempre appetitoso: il tributo di dieci artisti dell’underground italiano al capolavoro indiscusso degli Slowdive.

Non appena pronunci quel nome ti scorre davanti agli occhi una delle parentesi musicali più seducenti degli anni '90. Sì, insomma, ti basta sussurrare “Slowdive” e un gran bel pezzo di quella decade prolifica e bizzarra si stacca dalla storia e ti crolla piacevolmente addosso, come per una sorta di automatismo innescato dalla bellezza. Non puoi farci niente. Lo sanno bene tutti quegli artisti internazionali che alla band di Reading hanno letteralmente rubato suoni e idee o più semplicemente dedicato tributi di ogni genere. Tra questi ultimi possiamo finalmente annoverare anche un nostalgico manipolo di dieci musicisti italiani, i quali, sotto l’egida della Seashell Records, convogliano all’interno di una rivisitazione collettiva la loro condivisa devozione verso quel capolavoro – e verso lo shoegaze tutto – che risponde al nome di “Souvlaki”, ognuno preservando le rispettive peculiarità stilistiche senza per questo snaturare quelle eteree sospensioni sonore, sature di perdizione onirica, che hanno reso celebri (e rispettati) Rachel Goswell & Soci.

Come in tutte le tribute compilation non poteva mancare l’alternanza di luci e ombre – tra piccole chicche rigeneranti, più remissive versioni e temerarie forzature – ma sempre e comunque all’insegna di un condiviso rispetto sacrale nei confronti di quelle dieci tracce che hanno nobilitato il 1993: la mitica “Alison” rivisitata da Nicolò Carnesi non perde charme e continua ad irretire i sensi, la splendida “Machine gun” disvela spigoli inattesi dentro il vestito new wave dei Mascara, un’insolitamente bucolica “Here she comes” (ri)fiorisce dalle 6 corde folk di Claudio Cataldi, gli Antartica (palesemente folgorati da Brian Eno) dilatano “When the sun hits” fino ai confini del cosmo, e altrettanto fa con “Digger” il minimalismo di Haas, Il Ragazzo del 99 azzarda la carta bristoliana per la rilettura di “Sing”, mentre le elettroniche di BialogardNovanta forzano un po’ troppo rispettivamente su “Souvlaki Space Station” e “40 days”, “Altogheter” di Felpa e “Melon yellow” degli Stella Diana, infine, suonando più fedeli allo spirito del tempo non riservano, invece, particolari sorprese.

Accompagnata dal pregevole artwork di Marco Cassarà questa versione “riscaldata” di Souvlaki, per quanto orfana delle insostituibili alchimie vocali Halstead/Goswell e per quanto depotenziata in termini di rarefazione psichedelica, si lascia comunque ascoltare con curiosità e trasporto, confermando, ancora una volta, a ben 22 anni di distanza dalla pubblicazione dell’originale, la smisurata bontà del suo lievito madre.

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La recensione Souvlaki Reheated - An italian tribute to Slowdive di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2015-08-25 08:00:00

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