JM official Born on Five 2016 - R&B

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Un bell'esordio, che fa “sentire bene” chi l'ha fatto e chi lo ascolta.

In fondo basta poco, per ritrovare la fiducia in questi giovani-d'oggi-che-pensano-solo-a-pokemongo-e-snapchat-e-i-rapporti-finti-e-non-fanno-sesso-e-l'ignoranza-e-la-musica-brutta-e-gli-youtuber-e-blabla. Basta sapere che ci sono – come ci sono sempre stati e (presumiamo e speriamo) sempre ci saranno - “giovani d'oggi” che cantano cose tipo “I'll be your man, your gentleman”. Che carino. Ora sia chiaro, non stiamo parlando di qualche giovane vecchio che passa il tempo ad ascoltare i dischi del bisnonno: Matteo Fioriti è ben connesso col mondo e con la musica che gira intorno, e i cinque pezzi di questo “Born of Five” (dove five è il numero di un autobus) suonano tutt'altro che antichi. Ma si sente che il ragazzo ha studiato anche i classici (Motown soprattutto), sulle cui solide basi regge il suo soul-R'n'B contemporaneo, godibile, vivace e romantico, semplice ma consapevole e ben curato, efficace tanto quando il ritmo si fa funky e invita al ballo (“Let's Dance”, “Don't stop me”) tanto quando si tinge di voglia di tenerezza (“Drunk of Love”, “I don't wanna leave you alone”), con qualche ingenuità nei testi ma anche una salutare dose di ironia, e soprattutto una voglia di musica “vera” che viene fuori con tutto l'entusiasmo che solo un diciottenne ha, o dovrebbe avere. “Singing and playing makes me feel good”, canta in “I feel better than you”: si sente. E anche noi ci sentiamo bene.

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La recensione Born on Five di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2016-08-12 10:00:00

COMMENTI (1)

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  • madd 8 anni fa Rispondi

    let's go!