Dilaila Musica Per Robot 2005 - Rock

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Dilaila è un nome da favola. Mix di fuoco latino e charme orientale che ammalia e stordisce. Così sexy, da evocare una femme fatale o un’eroina d’altri tempi. Non posso dire lo stesso, però, di quanti si prodigano per vestirla di gloria.

Un gruppo giunto alla prova del 9 che conferma, tutto sommato, un certo talento. Specie per la capacità d’imbastire atmosfere avvolgenti, diluite, laddove rock e pop cristallini figurano come teneri amanti. Eppure, non mi abbandona un istante questa sensazione: noia. Di quelle che mortificano qualsiasi volontà, inchiodano alla sedia lasciandoti indeciso tra il fare due passi o saltare al brano successivo, sperando magari nel famoso one step beyond. No. A parte alcuni spunti, qui è pressoché assente la magia che fa dire: “Questa sì, decisamente”. Al massimo: “Uhm, carina…”. Cioè quasi mai. E cresce il rammarico, tanto più se una cosa è ben fatta ma ti regala davvero poco. Con un cantato di Paola suadente, delicato, alla lunga stucchevole siccome raramente cambia registro. E quando lo fa, virando più energica o isterica, non ti entusiasmi per niente.

Con intrecci brillanti di synth e chitarre, insufficienti però a salvar la baracca da una melassa, in ultimo, vero e proprio vortice di sabbie (im)mobili.

“L’insetto”, “Lucy”, “Psico-logo”, “L’ora del te’”, restano pezzi interessanti dagli sviluppi affatto scontati. Ma il risultato finale è che te ne stai lì, addolcito senza il minimo fremito.

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La recensione Musica Per Robot di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2005-10-18 00:00:00

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