MIMICA Barriera Relativa 2020 - Rock, Alternativo, Rock d'autore

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I Mimica esordiscono con un Ep ben suonato, ma molto confusionario.

I Mimica vengono dalla Valtellina. "Barriera Relativa" è il loro Ep d'esordio. Il loro biglietto da visita. Un biglietto da visita un po' sbavato, stampato male.

Risulta difficile parlare di questo lavoro come di un qualcosa di organico. Sono tante le influenze, forse troppe, e diverse tra loro. E soprattutto sono mescolate in modo poco saggio, con un po' di ingenuità.

Ad aprire le danze è "Senza Fine". Attacco indie-rock italico anni '00, una voce che ricorda tantissimo Matteo Mobrici dei Canova. Una traccia tutto sommato buona, potente ma equilibrata. Poi comincia ad annebbiarsi il tutto. "Scegli il numero" è difficilmente inquadrabile e parecchio confusionaria. Dalla strofa in stile Subsonica si passa a un brevissimo ritornello che ci riporta dritti negli anni Novanta, agli anni d'oro dei Soundgarden. Soltanto che al microfono c'è Giuliano Sangiorgi. E con "Come ho sempre fatto" si compie definitivamente la metamorfosi in una creatura figlia dei Negramaro. 

Ancora più strana è la seconda parte dell'Ep. "Incubo", già singolo uscito a fine febbraio, vede la partecipazione del rapper Guzman. Tutto molto strano. Le strofe rappate sono due. In mezzo, qualche intermezzo pseudo-prog, prova a fare una cornice alternativa, ma manca del tutto il coraggio di andare fino in fondo. Il ritornello ancora una volta dura molto poco e non rimane, ed è seguito da una parte in falsetto tutt'altro che impeccabile. A far storcere il naso è anche l'alternarsi di drum machine e batteria analogica. Non ci si raccapezza molto.

Infine in chiusura il pezzo migliore, "Indelebile", ci fa gustare una conclusione piacevole, ma viene come troncato brutalmente, rimanendo monco, incompiuto.

"Barriera Relativa" è un lavoro ben suonato, ma purtroppo il caos di idee e i testi poco incisivi, lo rendono difficilmente apprezzabile. 

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La recensione Barriera Relativa di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2020-04-12 21:18:32

COMMENTI (1)

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  • B.Bruno 4 anni fa Rispondi

    Buongiorno a tutti.
    Devo ammettere che leggendo questo compendio sono stato spinto ad ascoltare il lavoro di questo gruppo - ad oggi sconosciuto - più con l'aspettativa di farmi cinque sorrisi che non la speranza di trovarci piacevoli sorprese. Dopo avere ascoltato l'intero EP però, due volte consecutive, mi sento in dovere di dissentire totalmente dalla recensione.
    Spesso, dalle retrovie degli addetti ai lavori e alle volte se vogliamo anche in modo retorico nei Talent Show di facciata, sentiamo denigrare la scena musicale odierna per mancanza di stile, courage, spessore artistico per saltare gli schemi: le cover sono esecuzioni senza interpretazione; gli inediti un collage di idee riciclate che non raccontano storie nuove.
    Personalmente, invece, in questo mini-album ho trovato tutto il coraggio di osare ed una rara libertà di espressione, entrambi uniti ad una valida coscienza della vita reale.
    La stessa imperfezione sul falsetto centrale di Incubo, unica nota negativa oggettivamente inoppugnabile, mi suggerisce però l'autenticità di queste quattro "Persone prima che musicisti" che sicuramente non spostano gli equilibri nel panorama discografico, ma di sicuro hanno lasciato trapelare un trascorso concreto e vissuto alle loro spalle che ha spostato l'ago della MIA bilancia.
    La musica va a gusti, non tutti apprezzano questa impronta rock molto cruda, quanto è vero che oggi la tendenza è andare a soppiantare l'anima ribelle di una chitarra elettrica con suoni sintetici molto più ergonomici ed accattivanti per orecchie più giovanili e meno educate. Se i Mimica avessero dato fiato a ricche produzioni e filtrato la voce principale con un auto-tune probabilmente il prodotto sarebbe stato perfetto. Ma non riconoscibile. Questa Barriera Relativa, invece, è l'anima della musica alternativa.