Snaporaz tantalana! 1999 - Rock, Pop, Indie

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Gruppo trendy. Ben assemblato nel look e nelle conoscenze. Ovvero quando un fratello regista che di cognome fa Virzì può voler dire tutto o niente. Tranne per il semplice, “insignificante”, particolare di darti una particina in due film (“ovosodo” e ”baci e abbracci” ). Film proiettati nelle sale cinematografiche di tutta (!) la penisola . Film generazionali. Roba di ggiovani che soffrono e gioiscono e sperano e si dannano l'anima per passare indenni dalla linea d'ombra chiamata giovinezza. Una buona spinta a livello d'immagine non credete? Un buon modo di dare “un taglio” particolare alla band in questione nell'immaginario dei ggiovani aquirenti nostrani. No? Snaporaz dunque. Da Livorno per l'Italia, passando per il grande (e piccolo) schermo. Come nome si sono presi quello che Fellini aveva scherzosamente dato a Mastroianni. Nelle note stampa si legge che il loro dovrebbe essere pulp-rock (lo so andava di moda 2 anni fa, ma da quando si pensa a un disco a quando esce passano 2 anni…). Fra le mani l'acquirente, al di fuori di tutte le figurine di cartone, si trova un cd con 12 brani (incisi per la Sony/Noys). Altrettanto trendy e frizzanti e divertenti, a livello cioè di quanto detto? Beh, mica poi tanto…I modelli d'ispirazione sono anglosassoni, forse qualcosa della tradizione canzonettara italiana (lampante in “l'estate tutto l'anno”), testi molto teen-oriented e velleità lo-fi.. Niente di nuovo sotto il sole (senza andar lontano, anzi senza uscire dalla porta della stessa casa discografica avevano fatto (molto meglio) i Laghisecchi).

In mezzo al vuoto elettrificato carine suonano Dimenticatevi di me, Ti libera con voce filtrata e ritmo sommesso, Vendo la diesel dall'andatura disturbata e da un bel testo sbilenco (“mentre la luna c'ha l'orecchino al naso”). Segno che qualcosa d'interessante da dire c'è anche, però viene perso nei (interminabili) 40 minuti del cd. Sarà che il gruppo non è abbastanza maturo (o non ha ancora acquisito un certo spessore). Decisamente meglio sarebbe stato uscire con un mini-cd. Anche se il “mercato” non va in quella direzione
(e poi non mi riesce di capire una cosa: visti tutti 'sti richiami che ci dovrebbero essere (?) al cinema, quest'attenzione al look e all'immaginario in generale: come mai la grafica del cd fa così schifo?)

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La recensione tantalana! di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 1999-06-22 00:00:00

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