TrigNO Diciannove 2021 - Trap, Urban

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I racconti di Pietro nelle barre di TrigNO: due facce della stessa medaglia per un disco che non rinuncia ad essere emotivo, vestito di architetture urban.

Una sequenza di singoli che hanno catalizzato l'attenzione sulle piattaforme d'ascolto digitali, poi il grande salto verso il primo album: la storia artistica di Pietro Bagnadentro si può sintetizzare in tre anni vissuti tutti d'un fiato; attraverso il moniker TrigNO, è tempo di “Diciannove”, disco pubblicato per Hokuto Empire / Sony BMG.

Sette tracce, per una proposta d'ascolto eloquente già dal titolo: il riferimento anagrafico è lampante, perché l'artista astigiano classe 2002 mette sul pentagramma quelle stanze testuali fatte di passato e presente, di aspirazioni e paure per il futuro. È un dialogo con l'ascoltatore sviluppato in maniera sincera e trasparente, con l'espressività che si irradia attraverso l'urgenza di condividere il fruitore nelle proprie incertezze, con quell'energia che è figlia di uno stato di disperazione misto a voglia di spaccare tutto. Significa essere teenager ma provare a guardare al mondo con la lungimiranza di chi si pone domande sul domani, senza rinunciare per mode o tendenze ad un'emotività innata.

In tale ottica, Pietro e TrigNO si rivelano due facce della stessa medaglia, della stessa persona che, utilizzando testi e beats come strumenti, riveste di architettura urban le ombre introspettive che ognuno, scavando nel proprio intimo, può ritrovare in queste canzoni. È una voce vera, trattata da un nugolo di collaboratori con qualità ed impegno, per una prima volta che non si presta ad esercizio di stile ma prova, senza darsi troppe arie, ad essere autentica, evitando le apparenze.

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La recensione Diciannove di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2021-06-02 01:40:36

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