TDO a Napoli, Giulio Favero risponde

Il concerto di Napoli de Il Teatro Degli Orrori – il 12 Novembre presso La Casa Della Musica – ha riproposto una critica non così rara per quel che riguarda i concerti di Capovilla e soci: i suoni. Non c'è nulla di ufficiale ma sembra che la data napoletana abbia deluso molti tra i presenti. Il giorno dopo il live Giulio Favero - bassista del TDO nonché uno dei tecnici da studio più richiesti ultimamente tra le produzioni indipendenti italiane - ha scritto sul blog della band un post di risposta ai possibili fan delusi.

CIAO A TUTTI
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qui Giulio
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volevo fare un pò di chiarezza sulla serata di ieri e su eventuali altre serate che verranno a breve e non.

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Ci spiace molto che molti di voi non siano stati contenti di quello che hanno sentito e di come lo hanno sentito. Noi cerchiamo sempre di fare le cose al meglio, anche dal punto di vista del suono, a volte investendoci soldi ed energie che potremmo anche risparmiare per la nostra vita privata. Ma ci piace così. E così sarà ancora per un bel pò.

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Quello della voce che non si sente, dell'acustica pessima, del volume troppo alto e via dicendo, è un problema che ci perseguita. Io stesso lavorando come fonico, conosco bene il problema. E saprei anche come risolverlo. Il fatto è che certe cose sono semplicemente irrisolvibili, perchè il campo dell'audio non è come una partita di calcio o una tribuna politica; é una cosa più complessa, che si basa sull'oggettività della Fisica, scienza dalla quale non si può prescindere. E penso che le critiche possano essere anche costruttive, ma devono essere fatte con competenza e giudizio: sparare a zero su fonici e gruppi, è un pò facile se non si sa esattamente di cosa si sta parlando, e se non si ha un quadro preciso del contesto.

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Non è sempre facile affrontare le situazioni spesso disastrose e non certo pensate per il Rock & Roll (come piace a noi) di certi locali italiani, non lo è nè per noi nè per voi...lo so voi pagate un biglietto e probabilmente vi sentite derubati o violentati nelle vostre aspettative, ma purtroppo è un concorso di colpa. Noi abbiamo la colpa di essere a inizio tour, con un repertorio nuovo, uno staff nuovo, e un concerto da rodare. L'altra parte di un'eventuale colpa ce l'hanno certi locali, che dedicano troppo poca attenzione alla correzione dell'acustica della sala concerti, spesso perchè troppo costosa per essere messa in opera o per disinteresse totale per la cosa.

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e quindi cosa dovremmo fare?

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Credo di non ricordare più la data in cui ho deciso di cercare di godermi al meglio un concerto, senza starmi a fare troppe paranoie riguardo a come si sente: cerco sempre di osservare, e farmi travolgere, nei casi in cui ci sia, dalla passione e dall'emozione che viene emessa dall'artista che sto "sentendo" in quel momento: ricordo lucidamente il concerto di Tom Waits al Teatro degli Arcimboldi a Milano, che considero per il prezzo che pagai (155 euro) uno dei peggiori concerti a cui abbia assistito nella mia vita: certo la voce era meravigliosa e inarrivabile, ma la band non mi sembrava all'altezza e francamente, non ricordo di aver sentito la maggior parte degli strumenti...rimasi ghiacciato quando iniziò: pensavo che l'impianto fosse spento e che quello che sentivo fosse solo il palco...e invece per due ore venni violentato da un volume ridicolo, e da un concerto che francamente, avrei preferito diverso. Ciononostante cercai di farlo mio, perchè sapevo che non ne avrei più visto uno, per vari motivi (prezzo, interesse, o che so io). Per cui alla fine riuscii a godermelo comunque. Non fu facile, e il ricordo che conservo è immerso in una nebbia un pò nauseante che risuona un pò così: " ma io veramente ho speso 200 euro per un concerto di uno dei miei musicisti preferiti, e non ho capito una fottuta mazza??? si però che figata...."
Poi qualche mese dopo incontrai persone che erano allo stesso concerto, che mi hanno detto di avere sentito tutto da Dio e che fu bellissimo e suonato benissimo.

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e quindi cosa dovrei pensare? che sono sordo? prevenuto? troppe aspettative? ho ascoltato troppo un disco, tomba dell'evenemenzialità? che forse un dritto non c'è e ognuno di noi gode di quello che lo fa godere? che siamo tutti degl'illusi e nessuno capisce più cazzo di niente?

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boh...non ne ho idea...e non ci perderò il sonno...in fin dei conti era solo un concerto in cui IO non c'ho capito un cazzo...solo questo e solo IO...di certo non mi son sentito in dovere di scrivere a Tom Waits che secondo me si sentiva male...sticazzi...amen...

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Tutta sta pappardella per dire che credo che se qualcuno si è sentito offeso da quello che ha sentito ieri a Napoli, o in qualsiasi altro club in cui abbiamo suonato,  non sia veramente colpa di nessuno, che le responsabilità noi e gli organizzatori cerchiamo di prendercele sempre, e che ce la mettiamo tutta per fare un buono spettacolo e dare a chi viene esattamente quello che si aspetta: un gruppo che fa rock, nè più nè meno, senza la propria produzione e il proprio impianto, e che si deve adeguare a quello che trova, e che probabilmente, suona a volumi troppo sostenuti per la media degli ascoltatori...

Questo problema si ripeterà ancora, probabilmente all'infinito. Non possiamo garantire nulla, se non che quello facciamo, lo facciamo col cuore, stonando, sudando, rompendo pelli e timpani....noi siamo fatti così, prendere o lasciare...per ogni volta che sentirai male ce ne sarà almeno un'altra in cui sentirai da Dio, anzi, da Diavolo. Quindi hai il 50% di possibilità beccarti un bel concerto, che mi sembra un'ottima percentuale di questi tempi, visto quello che si sente in giro. Se è troppo bassa, risparmia i tuoi soldi e beviti una birra alla nostra salute, o alla nostra malattia...

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chiudo ringraziando tutti quelli che ci sostengono, che nel silenzio, capiscono che le cose, una volta su due possono girare male...che poi il male, è un'altra cosa direi, no?

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un abbraccio a tutti
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giulio
il teatro degli orrori

Per info:
blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendId=162548497&blogId=518361458

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L'articolo TDO a Napoli, Giulio Favero risponde di Redazione è apparso su Rockit.it il 2009-11-16 00:00:00

COMMENTI (7)

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  • ilmiodiscopreferito 15 anni fa Rispondi

    il mio disco preferito è più simpatico.....
    ilmiodiscopreferito.it/

  • lichtung 15 anni fa Rispondi

    Ho assistito al concerto del 5 novembre al Magnolia. Anche allora non andò benissimo: la voce non si sentiva perché Pierpaolo ne aveva poca (quando ha passato il microfono a un ragazzo del pubblico per fargli urlare "e poi all'inferno!" in "Vita mia"...beh, il ragazzo in questione aveva voce per tre; non credo che il fonico abbia alzato il volume proprio in quel preciso istante, no?). Molti problemi con i suoni, alcune imprecisioni, scaletta da rivedere...ma non è questo che conta. Era la seconda data del tour.
    A me non è piaciuto l'atteggiamento del gruppo.
    Giulio, se gli applausi sono un po' stanchi, se la voglia di partecipare latita, se non tutti apprezzano...queste sono già risposte. Non c'è bisogno di domandare: "cosa c'è che non va?" o dire frasi di questo tipo: "non sembrate tanto contenti...noi ce la stiamo mettendo tutta, voi un po' meno". Noi abbiamo fatto decine di chilometri, abbiamo rischiato di non entrare aspettando fuori sotto la pioggia, abbiamo comprato due dischi; noi eravamo lì. Credo che tutto ciò basti a dimostrare la voglia di godersi l'evento, se c'è qualcosa da godere, e di sostenervi. Vi siete impegnati? Grazie, ma non si deve neanche discutere su questo punto: ci mancherebbe altro. Se io scrivo un saggio, è il saggio stesso che testimonierà il mio impegno: se lo scrivo male, non posso sbandierare il fatto che mi sono impegnato e pretendere indulgenza sugli errori. Siete sul palco a mettervi in gioco, fatelo fino in fondo: se una serata è storta non abbiate paura a riconoscerlo. Se uscite e il pubblico non tuona per avere i bis, non salite a dire che fareste ancora due pezzi ma "dipende un po' da voi" (frase sentita in TUTTI i vostri concerti cui ho partecipato, e non sono pochi). Suonate e basta; possibilmente bene, o quantomeno meglio. Vi si chiede quello. Lo avete già fatto e lo saprete fare di nuovo. Noi aspettiamo.

  • lf36433s 15 anni fa Rispondi

    non assisto a concerti di gruppi italiani in locali da anni, posso solo dire che quando ho ascoltato gruppi alla TDO (ad esempio ODM) i volumi erano al limite della sopportazione, quasi a voler ostentare un atteggiamento alla 'vi facciamo vedere chi cazzo siamo', perché?
    non mi risulta che all'estero o gruppi esteri adottino tale stratagemma, forse in passato la tendenza era questa, ma gli ultimi concerti che ho visto (radiohead, anthony and the johnsons, perfino gli afterhours) sembrano voler abbandonare questo aspetto a favore di un ascolto più equilibrato e corretto. d'altronde si tratta di presentare un disco dal vivo, non credo che la gente a casa dopo aver ascoltato il TDO sul proprio impianto si ritrovi con le orecchie sanguinanti...

  • alexx 15 anni fa Rispondi

    Mi puoi rispiegare il senso del tuo post?
    Non l'ho capito.
    Dai ragione o torto a Favero?

  • wowowow 15 anni fa Rispondi

    ma che invettiva senza senso è??? è ovvio che è un problema di acustica dei locali e di tanti fattori. non ci si può nemmeno lamentare di aver speso dei soldi e di non aver visto/sentito bene... suonate a casa vostra se volete essere soltanto osannati.. (incommentabile poi la parentesi di tom waits... )

  • quid 15 anni fa Rispondi

    standing ovation per l'evenemenzialità.

  • alexx 15 anni fa Rispondi

    Grande Giulio.
    Molto spesso il problema è nell'acustica del locale.
    E non ci puoi fare niente.
    Poi il TDO ha un volume enorme dal vivo,che fa parte del loro DNA e del loro suono,come la voce del Capovilla o il basso di Giulio.