Foto profilo: Lamusa

Per ogni risposta, una foto. Oggi tocca a Lamusa,

Lamusa
Lamusa

Foto Profilo è la nostra rubrica di interviste con la quale continueremo a seguire la nostra vocazione primaria: presentarvi validissime band italiane. Le regole sono semplici: con ogni risposta, una foto. Oggi tocca a Lamusa, che ha da poco debuttato con un primo ep dal titolo "Greatest Hits": quattro pezzi che ci sono piaciuti davvero tanto.

video frame placeholder

Il video di "Mermaid" è uno dei miei preferiti dell'anno. Avevi in mente un tipo di atmosfera in particolare o sei andato più o meno a caso?
Grazie, sono veramente onorato! Tutto il concept del video nasce dal fatto che io, di base, avevo in mente di girarlo con telecamere anni '80/'90 quindi avere quella qualità che io definirei immortale, né troppo scadente ne troppo buona; un giusto compromesso, diciamo. A questo punto parlando con il regista (Lorenzo Muto) è scattato il tutto! Gli ho proposto la cosa e lui ha accettato subito dicendomi che avrebbe anche lui voluto sperimentare una roba del genere, e che aveva da poco recuperato una Panasonic da spalla del tempo... quindi che dire, tempismo perfetto! Per quanto riguarda l’idea del video e le varie location, ho cercato di mantenere alta la bandiera della parola “trash” e l'ho unita però a luoghi piuttosto suggestivi/senza tempo/antichi/affascinanti. Ci siamo catapultati insieme a Lorenzo in un’ipotetica visita di quei posti da parte di due stranieri con in mano queste camere utilizzate in maniera arcana: uno che riprendeva e l’altro che si aggirava anche “goffamente” in questi luoghi. Ovviamente non potevano mancare zoomate no sense e riflessi sugli occhiali... be' questa unione di concetti ha dato vita al video di Mermaid! Non avevo idea di cosa sarebbe uscito fuori...


Prima facevi parte di un'altra band, gli Holidays. Come hai deciso di deviare verso altri suoni? Da dove hai cominciato per il nuovo ep?
Dopo l’esperienza Holidays e quindi dopo un periodo di produzioni sempre improntate da 4 o più elementi, sono passato per la prima volta a sperimentare da solo (non considerando tracce random mai uscite e presenti sul mio mac). Un qualcosa che non aveva nulla di preterintenzionale ed è per questo che porto ancora con me l’aggettivo “trash” in un'ipotetica descrizione, perché è la definizione esatta di ciò che stavo andando a fare… non perché doveva essere per forza un qualcosa di osceno o scabroso, ma perché l’attitude era quella in fondo! Volevo qualcosa di bizzarro. E bene, cosa di più bizzarro di un ELKA omb5? Quella che sto nominando è una tastiera di fabbricazione italiana del 1985 non di elevatissima qualità ma per me super affascinante! Ne sono venuto in possesso grazie al padre della mia ragazza che ha deciso di regalarmela conoscendo la mia passione per questo tipo di strumentazione. Praticamente è stata una delle mie maggiori fonti d’ispirazioni per questo EP e per molte produzioni di Lamusa. Ovviamente questo è stato solo l’inizio della sperimentazione, una volta entrato in possesso del synth ho iniziato a pensare come rendere ancora più “malato” il suono che tirava fuori… e da lì una lunga catena di pedali ha iniziato a prendere vita per poi tuffarsi dentro un MARVIN (ampli del 1970) e poi il tutto ripreso microfonicamente, ad accompagnare l’omb5 ci sono una Casiotone, un Polysix e una bontempi (432hz); per quanto riguarda invece la parte ritmica sono dominanti drum machine sempre anni '80 spesso con tracce di analog delay. Diciamo che la lista sarebbe piuttosta lunga e in parte magari anche noiosa, quindi mi fermo qua potendo sicuramente dire che ciò che ha guidato ogni traccia di questo EP è stato il singolo suono, quel suono che si veniva a creare durante le varie modulazioni: da lì partivo e mi lasciavo andare creando lo scenario, l’atmosfera, l’ambientazione che a volte ombrosa a volte macabra a volte sciolta e glitterata ha improntato le 4 tracce che compongono l’ep “Greatest Hits” e le altre produzioni del disco futuro.

Ho visto le foto della tua prima data live al Verme e mi ha colpito molto la parte visual. Chi l'ha sviluppata e che importanza ha nei tuoi concerti?
Per il tipo di live che ho con Lamusa il visual ricopre una parte molto importante della performance; è importante che i 50 minuti di live totalmente strumentali (tolto qualche sample di voce qua e la) vengano contornati da scenari che ti permettono di perderti tranquillamente dentro di loro e di viaggiare tra un synth acido, una forma 3d non bene delineata e una perdita di segnale modalità vhs; questo credo sia il loro compito. A sviluppare la parte visual è stato un artista/musicista di Los Angeles di nome Lionel Williams o Vinyl Williams (nome d’arte) con il quale mi sono messo in contatto tramite un amico in comune. Avevo visto un po' di suo materiale e il suo fondere stravaganti ambientazioni 3d riversate poi in VHS era proprio quel tipo di "patina" che andavo cercando. Lionel ha collaborato anche con Chaz Bundick (Toro y Moi), Tears for Fear, Dub Thompson, Medicine (Capture Tracks).

La tua musica sarebbe stata perfetta per la colonna sonora di un ipotetico Twin Peaks lo-fi realizzato con un quarto del budget a disposizione. Se potessi scegliere un tipo di film per il quale scrivere la colonna sonora, quale sarebbe?
Grande! Credo che tu abbia colto alla perfezione la direzione delle mie produzioni e le ambientazioni che volevo comunicare. Credo che la mia risposta sia “un’ipotetico twin peaks lo-fi realizzato con un quarto del budget a disposizione” ma visto che così non posso rispondere, ti dico che poter curare la colonna sonora di un ipotetico film horror/surreale/campy/sovrannaturale sarebbe veramente uno dei mie desideri più nascosti.

Chi è la tua musa?
Ti rispondo con questa foto, che probabilmente comparirà sulla copertina del disco nel 2015.

 

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L'articolo Foto profilo: Lamusa di Nur Al Habash è apparso su Rockit.it il 2014-12-16 11:49:00

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