Alessandro “Asso” Stefana, musica dalla frontiera tra Capossela e John Fante

Oltre ad incendiare il tour di “Ballate per Uomini e Bestie”il chitarrista è al lavoro con i Guano Padano. Confermando un talento che lo ha portato sul palco con Pj Harvey, Mike Patton e Calexico.

“J'ai plus de souvenirs que si j'avais mille ans”, diceva Baudelaire nella sua poesia “Spleen”. Mi viene spesso in mente questo brano quando incontro artisti in grado di vivere mille vite contemporaneamente e ci ho pensato di recente, quando ho visto Alessandro “Asso” Stefana in concerto al Teatro San Carlo di Napoli.

Era lo scorso 21 ottobre e lui stava sul palco accanto a Capossela, nel corso dello show di “Ballate per Uomini e Bestie”, dove era medico della peste, orso, asino, minotauro e soprattutto chitarrista e artefice di suoni sofisticati. Il pubblico aveva gli occhi lucidi, ma è rimasto concentrato, mai fuori fuoco, pur dovendo contribuire a un concerto che è anche opera teatrale, incontro catartico, fiaba raccontata. 

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Alessandro è bresciano, classe ’81, ha vissuto in Australia e negli Stati Uniti, ha registrato dischi in Inghilterra, ed è in tour da una vita con alcuni dei più grandi musicisti e autori contemporanei. Se nel corso degli ultimi 10 anni hai ascoltato un disco di Pj Harvey, Mike Patton, Marco Parente, Marc Ribot, The Leading Guy o Calexico, oltre che di Capossela, hai già sentito il suono della chitarra di Alessandro “Asso” Stefana. 

Nel 2007, inoltre, ha pubblicato “Poste e Telegrafi” come solista. Un album che è un mix di contaminazioni, il risultato dell’utilizzo di strumenti provenienti da ogni parte del mondo. Arpeggiatori, strings machine, omnichord, loop di vinili, kalimba e balafon, ma anche banjo, e chitarra.

Nel 2008 ha formato i Guano Padano insieme a Zeno de Rossi e Danilo Gallo. Con questa formazione ha fatto tre dischi: il primo, “Guano Padano”, del 2009, uscito per Important Record con la partecipazione di ospiti quali Gary Lucas, Chris Speed, Bobby Solo e Alessandro Alessandroni. Una colonna sonora di un film spaghetti western che tanto sarebbe piaciuta a Tarantino se l’avesse ascoltata prima del suo ultimo “Once Upon a Time in Hollywood”. Nel 2012, collaborando con Mike Patton, Marc Ribot, Paul Niehaus, ha fatto uscire “2” per Tremoloa. Nel 2014 è stata la volta del folk metropolitano di “Americana”, ispirato ai racconti di Elio Vittorini. 

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Mi è sembrato di vedere un filo conduttore in tutti i progetti a cui Asso lavora. Alessandro, pur avendo il talento e la manualità per infiammare le folle con assoli di chitarra rock, non è un chitarrista da air guitaring, ma è un esteta che racconta una storia nel corso delle sue esibizioni. Atmosfere oniriche e molta ricerca, che pesca dal country e dallo psych rock.

Il folk, il rock, il pop cantautorale a cui si accosta ci parla sempre di qualcosa. Nelle sue storie la provincia americana e quella irpina si avvicinano, restituendo l’immagine di deserti sconfinati in cui ritrovarsi, di animali fantastici con cui imparare a convivere, di sogni americani traditi, ma vissuti intensamente. Nella sua musica trovi la frontiera, le migrazioni e in sottofondo tappeti sonori ad accompagnare il viaggio interiore. Come Vittorini, Steinbeck, Fante, Pavese o Faulkner hanno fatto in letteratura, Asso fa in musica. Senza parole. 

Questa estate ha confermato di essere al lavoro con i Guano Padano e Sam Amidon per un nuovo progetto, di cui ha già fatto una preview live questa estate. Perché Asso vive la musica sulla strada, facendola respirare, portandola in giro. Ci parla delle frontiere che possiamo attraversare se abbiamo in tasca il giusto documento e di quelle, immaginarie e reali, che ci sono negate. Del dolore che nasce dal respingimento, dalla potenza del rimbalzo di chi correndo verso la frontiera non può attraversarla, viene respinto indietro con la forza di un elastico di gomma.

“È la frontiera. Per molti è sinonimo di impazienza, per altri di terrore. Per altri ancora coincide con gli argini di un fortino che si vuole difendere. Tutti la mettono in cima alle altre parole, come se queste esistessero unicamente per sorreggere le frasi che delineano le sue fattezze. La frontiera corre sempre nel mezzo. Di qua c’è il mondo di prima. Di là c’è quello che deve ancora venire, e che forse non arriverà mai.” (Alessandro Leogrande, “La Frontiera”)  

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L'articolo Alessandro “Asso” Stefana, musica dalla frontiera tra Capossela e John Fante di CristinaFontanarosa è apparso su Rockit.it il 2019-10-23 10:18:00

Tag: live

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