The Bloom Files: gli archivi raccontano il tempio della musica indipendente

Non sono mai andati d'accordo gli archivi e il Bloom di Mezzago, un luogo troppo punk e incontrollato per documentare se stesso. Oggi però un ricco volume fotografico testimonia i 33 anni di storia e leggenda di un locale da cui sono passati Nirvana, Green Day e mille altri

La copertina di The Bloom Files
La copertina di The Bloom Files

26 novembre, ore 22:00. Due gruppi di moderno hard-rock d’oltreoceano. È con queste parole che, nel 1989, un locale della provincia di Milano – sotto il cui nome è riportata la dicitura “sviluppi incontrollati. Musica, video, cinema, teatro, bar” – annuncia i due ospiti della serata: da Boise, Idaho, i TAD. Da Seattle, Washington, i Nirvana. Trent'anni anni dopo, quella locandina stampata in bianco e nero è uno dei quasi 400 materiali raccolti all’interno di The Bloom Files, volume fotografico che racconta attraverso documenti d'archivio la storia di una delle più importanti realtà culturali italiane, il Bloom di Mezzago, e della cooperativa Il Visconte di Mezzago, che nel 1987 lo fondò “nel cuore di una Brianza non ancora cablata”.

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A consolidarne anno dopo anno il mito di tempio della musica e della cultura indipendente in Italia, sul palco del Bloom hanno suonato Nirvana – nel 1989, in un’esibizione davanti a non più di duecento persone, poi di nuovo nel 1991 –, Hole, Kyuss, Primal Scream, Queens of The Stone Age, Melvins, Primus, Morphine, Mudhoney, Mark Lanegan e Green Day.

E ancora Punkreas, Casino Royale, Subsonica, Bluvertigo, Afterhours e Verdena. Ma gli eventi organizzati dal Bloom hanno sempre esplorato la cultura in senso ampio, come negli incontri e spettacoli con Fernanda Pivano, Dario Fo, Alda Merini o Margherita Hack, nell'apertura del negozio di dischi Bloomerang nel centro di Vimarcate o nel Bloomriver, il festival lungo l'Adda organizzato a Trezzo. 


Una storia che passa attraverso schede tecniche, rider, autografi, insieme a fotografie, interviste e video riemersi da scatoloni e hard disk dimenticati. E poi scansioni di documenti e appunti, come quelli scritti a penna a lato scaletta dal fonico dei Club Dogo. “Ma anche documenti interni battuti a macchina o fax mandati dalle band per le richieste dei catering" racconta Riccardo Biffi, membro dello staff del Bloom tra i curatori del volume.

"In particolare, ricordo il ritrovamento di quella degli Elio e Le Storie Tese, che a Sesto San Giovanni, data prodotta dall’agenzia del Bloom, chiesero frutta di stagione tassativamente acquistata dal fruttivendolo”.

Finanziato attraverso il bando Semente della Regione Lombardia e di Unioncamere Lombardia, The Bloom Files nasce anche grazie alla risposta dei molti soci e frequentatori del locale. Perché, come spiega nella prefazione del volume lo storico presidente della cooperativa Aldo Castelli

"Bloom e Archivio sono due concetti antitetici. Se esiste al mondo un posto in cui nessuno si è preoccupato per anni di conservare e organizzare la grande quantità di documenti, manifesti, volantini, dischi prodotti o inviati, è il nostro centro multiculturale alternativo e indipendente, tra i più famosi a livello italiano ed europeo, da trentatré anni punto di riferimento socioculturale e musicale per almeno due generazioni". 


"Abbiamo iniziato la ricerca dei materiali lo scorso dicembre" continua Riccardo Biffi "Molti erano conservati al Bloom, ma tanti altri sono stati inviati dai nostri soci, che li hanno recuperati dai propri armadi e cantine. Alla fine, la documentazione era tantissima: immaginati una sala da ballo, che prima del Covid ospitava le lezioni di danza moderna di una dozzina di persone, completamente piena di faldoni e scatoloni. Tra i materiali che mi hanno colpito di più, le fotografie del pubblico degli anni ’80 e ’90. E poi quelle del periodo d’oro dei grandi concerti, poterli vederli uscire davanti ai miei occhi da rullini ripescati chissà dove”.

A guidare la catalogazione e selezione dei materiali di questa raccolta diffusa, Angelo Marchesi, presidente e fondatore del museo MUST di Vimercate: “Oltre che un archivista di chiara fama" prosegue Riccardo "una persona con uno spiccato senso di cosa significhi fare storia pubblica per il nostro territorio. E, per inciso, uno dei soci fondatori del Bloom”. Ad aver curato la copertina è invece Andrea Cereda, con un riadattamento della grafica realizzata nel 2012 da Stefano Longoni per il 25° anniversario del locale, sulle illustrazioni di Massimo Valenti . 

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(L'intervista di Videomusic ai Green Day, girata il 17 maggio 1994 nel cinema del Bloom)

Il progetto, che segue Sviluppi incontrollati. Bloom Mezzago crocevia Rock del 2012 a cura di Massimo Pirotta e Aldo Castelli, proseguirà attraverso un sito in continuo aggiornamento, Archivio.Bloomnet.org: “Da un lato, abbiamo cercato di trasportare la socialità in mezzi culturali come i libri e i blog, fruibili da parte di tutti e da casa. Dall’altro, è innegabile che, come tutti i locali, anche noi attraversiamo un momento di difficoltà. In questo senso, acquistare il libro può essere anche un modo per sostenerci”.

A confermarlo è anche Teo Motta, fra i responsabili della programmazione del Bloom, che spiega come il nuovo stop ai corsi e agli eventi dal vivo abbia portato il locale a riorganizzare nuovamente le proprie attività: “Abbiamo attivato un servizio delivery, sia del nostro bar che collaborando con ristoranti del territorio. Stiamo lavorando per aprire una piattaforma di streaming del nostro cinema d'essai, nuovamente chiuso. Infine, stiamo potenziando il nostro shop online, per renderlo non solo un luogo dove acquistare i prodotti del Bloom, ma una vera e propria vetrina delle realtà che hanno collaborato con noi negli anni, da piccole etichette a realtà di serigrafia. Ci siamo dovuti muovere in altre direzioni. In questo senso, il libro mette il punto a trentatré anni di attività, per poi voltare pagina. Quando, non si sa”.

Nella prefazione di Castelli, si legge: "Il Bloom è stato edificato dalle persone che ci hanno sognato, faticato e vissuto dentro. Che hanno partecipato, che sono venute qui, che sono passate da un lato all’altro della cassa, del bancone o del mixer. È proprio grazie alla collaborazione delle persone che hanno fatto e fanno vivere i nostri spazi che il libro ha preso vita. E che il Bloom continuerà a vivere".

The Bloom Files sarà presentato il 22 novembre – data di lancio anche del sito dedicato – attraverso un evento in streaming su Facebook. Si può preordinare qui.

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L'articolo The Bloom Files: gli archivi raccontano il tempio della musica indipendente di Giulia Callino è apparso su Rockit.it il 2020-11-20 13:57:00

Tag: Libri

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