Descrizione

Sfuggito a un racconto di Edgar Allan Poe, ed evidentemente sopravvissuto al suo doppio, l’artista William Wilson resuscita con la pubblicazione di Whispers: A Scar Is Born. Onirico, melanconico, surreale, ironico, quest’ultimo album è soprattutto lucido. Non naufraghiamo in sanguinolente ferite, non urla lamentose tra le mura di casa, non vetri infranti né piatti rotti o dolori perduti in rotta per via del suicidio; piuttosto una radiosa consapevolezza che trasuda suoni di distaccata redenzione, in un legame, con la musica, del tutto trascendente – da parte di chi suona e da parte di chi ascolta. Un’atmosfera d’irrealtà sembra attraversare tutta l’unità del disco senza, sembrerebbe, soluzioni di sorta. Siamo di fronte al paesaggio interiore di un mondo amoroso post-apocalittico dai riflessi metallici. Nella dimensione di solitudine dell’artista, in cui ci addentriamo un po’ per volta, consci di una comune esperienza come di una stessa cicatrice, non c’è spazio per la tristezza né per la rassegnazione. Troviamo, invece, tutta la bellezza e la leggerezza di un lucido distacco fatto tesoro, di una cicatrice conquistata a forza, così come l' irriverente quanto ironica trattazione di se stesso ( o del suo doppio … )

Credits

Vocals & Acoustic Guitars: William Wilson
Electric Guitars, Bass, Samples: Peppe Forte
Bass: Christian Cutrufo
Drums: Mauro Felice, Marco Caruso, Fabiano Arisco
Samples: Peppe Cavarra

All songs written by William Wilson & arranged by Peppe Forte, Peppe Cavarra & William Wilson
Drums & Acoustic Guitars recorded @ Arsonica
Electric Guitars & Bass recorded @ Aldo's Basement
Vocals recorded @ Futura Studio Recording
Mixed @ Aldo's Basement by Peppe Forte
Mastered @ Futura Studio Recording by Umberto Ferro
Artwork by Giuppy Uccello

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