Never Was But Grey

Never Was But Grey

[lessness]

2019 - New-Wave, Indie, Elettronica

Descrizione

365 albe all’anno (366 se anno bisestile) in Trentino, la maggior parte delle quali splendide albe rosee che con colori tenui accarezzano le cime delle montagne e con il loro tocco delicato, aiutate dal vento, increspano la superficie quieta delle acque dei laghi tracciando racconti e storie perdute. Tra queste, però, ci sono certe albe autunnali che presagiscono l’inverno. Albe perdute nella nebbia, che sale dai corsi d’acqua così fitta e grigia che occlude lo sguardo al paesaggio, a quello che ci circonda. Albe che rendono dubbia l’esistenza stessa del mondo e di sé stessi in relazione ad un mondo che non si riconosce più.

Come scrive Calvino: “È l’ora in cui le cose perdono la consistenza d’ombra che le ha accompagnate nella notte e riacquistano poco a poco i colori, ma intanto attraversano come un limbo incerto, appena sfiorate e quasi alonate dalla luce: l’ora in cui meno si è sicuri dell’esistenza del mondo”.

Never Was But Grey è il frutto di queste albe e racconta questa sensazione di assenza di certezze, di equilibri perduti, di ricerca di sé. Un limbo emotivo dal quale districarsi, liberarsi come il sole si libera della nebbia.
Never Was But Grey affonda a piene mani nella new wave, pur con approccio attuale. Le canzoni che compongono il disco nascono dall’incipit di basso attorno al quale si raccolgono in successione beat, synth e voce con linee vocali melodiche e ambientali. Il suono ricercato è quello che mi gira in testa all’alba e nelle mattine difficili. Suoni diretti e un po’ acidi al limite della percezione della distorsione. Come certi mal di testa da hangover.

Credits

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