feelglass Bluegrass is the new hardcore 2009 - Acustico, Alt-country, Bluegrass

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Feelglass è un personaggio assurdo e surreale, quasi patetico, vittima della weirdness che strappa delle smagliature di sorriso per il suo atteggiamento finto-finto-scemo (doppia negazione da affermazione). Se Bob Dylan avesse studiato ingegneria al Politecnico di Milano probabilmente sarebbe risultato così ed avrebbe sicuramente prodotto un disco d'esordio atrocemente lo-fi come "Bluegrass is the new hardcore".

Il primo album di Feelglass filologicamente non è di musica bluegrass, invece di ideologia hardcore c'è n'è a bizzeffe: nella logica DIY, nella dissacrante decontestualizzazione degli stili, nella visione distorta del bello-brutto, nella sparuta eleganza di chi le cose gli vengono con naturalezza "come solo i grandi geni o i semplici idioti sanno fare", come scrive sulla sua biografia.

Feelglass è un'artista veramente ma veramente lo-fi, al limite dell'imbarazzante, che suona diversi strumenti tutti male, sembra avere le dita intirizzite, e canta con la voce in preda ad amusia acuta, tanto da far apparire i brani brutti anche se in fin dei conti sono molto carini, semplici e diretti. I generi principali spaziano fra folk psichedelico e il country inusuale ("Milk of your breast", "The fireman", "Wallala Banjo Band", "As if I were a star" per dire le migliori) ma si attraversa anche il rock sbilenco ("She said", "And the passing time", "Hymn #1") fino a parentesi straniate di pop ("Enemy and me"), di noise ("Noiseturbartion", "Good caring angel") e persino di elettronica ("Iris", "Permafrost"); ogni tanto sembra di sentire delle citazioni involontarie che non sono né omaggi né tributi, ma delle interferenze fra le stonature delle canzoni.

Se 21 brani possono sembrare troppi per un disco di folk imbranato, la prova del nove sta nel suo ascolto per intero che conferma questa amara ipotesi, perché ci si rende conto che Feelglass si regge sulle gambe solo grazie alla sua simpatia. Sarebbero bastate dieci canzoni per rendere "Bluegrass is the new hardcore" un disco geniale, invece è solo divertente e ironico ma dopo averlo ascoltato un paio di volte viene da metterlo da parte in un angolo della discoteca, ogni tanto lo guardi per fare una risata e l'entusiasmo finisce li.

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La recensione Bluegrass is the new hardcore di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2010-01-22 00:00:00

COMMENTI (1)

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  • effepunto 14 anni fa Rispondi

    grande feelglass.