White Pagoda Chair Evolution (not design) 2010 - Punk, Pop, Indie

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Dammi una scossa. Fammi ballare come una trottola ubriaca. Usi la droga? Si, tu? No, è che oggi mi sballo un pò così, come quegli adolescenti di una volta. Vuoi dire prima che si estinguessero? Esattamente, prima che il vulcano li portasse via sbriciolandoli come molliche di grissini.

Dopo il felice esordio, "Sofa", i White Pagoda tornano a scaldare il nostro circondario punk rock. E lo fanno come prima più di prima, centrando perfettamente nell'impresa di ripetersi con un piccolo lavoro che porta la conferma di una qualità sperata. "Chair Evolution (not design)" non solo ripropone infatti le buonissime premesse del 2007, ma si aggiunge di espedienti in grado di rendere il tutto ancora più corposo e saziante. Merito di una produzione che fortifica il lavoro, e rende al gruppo l'unica cosa di cui probabilmente mancava nella prima prova: la completezza di un prodotto maturo e la concreta possibilità di fargli acquistare visibilità. È così che a tre anni di distanza dall'uscita di "Sofa", l'apporto di Ufo Hi-Fi sembra azzeccatissimo, esaltando bene le qualità della band aretina, anche grazie al contributo in produzione di Danilo Silvestri (già al lavoro con Disco Drive, Settlefish e Death of Anna Karina).

Quello che ne esce fuori sono quindici tracce di piacevolissimo punk rock calibrato ed essenziale. Dai ritmi incalzanti di "Brand new baby" al surf rock di "My Little Spiders" fino all'omaggio ai Violent Femmes in "Blister in the sun". A sentire questa mezzora di garage pop, non c'è una sola traccia che sgarri. Gli omaggi impliciti ai mostri del genere sono ovvi ed inutili da sottolineare. Ripescheremmo nella storia più classica dei Ramones o nella fresca strafottenza degli Hives. Dai Buzzcocks agli Undertones, ripescheremmo nei luoghi comuni che abbondano in un genere più che masticato. Eppure la qualità dei White Pagoda si conferma essere proprio questa, la compostezza ed il senso del dovere nell'affrontare un discorso volutamente old school, fatto di elementi tradizionali calcati senza la pretesa di un suono nuovo. Non c'è niente di nuovo. È solo una grande bella citazione punk rock. Do you wanna dance?

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La recensione Chair Evolution (not design) di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2010-03-23 00:00:00

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