Micevice Stop here : love store 2002 - Indie, Alternativo

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Terzo disco di Giovanni ‘Micevice’ Ferrario e terzo cambio di etichetta: “Stop here : love store” esce infatti sotto l’egida della Homesleep, label affezionata a sonorità prettamente anglofone. Indi per cui l’album di cui andremo a parlare non poteva trovare collocazione migliore sul mercato, visti e considerati i presupposti artistici che da sempre caratterizzano il percorso dell’artista bresciano - già noto in passato per le sue collaborazioni con gruppi, fra gli altri, del calibro di Scisma e Lula - e le produzioni dell’etichetta bolognese.

In più, l’opera si fa notare per l’omogeneità di fondo che sottostà agli 11 brani che la compongono, a differenza della ‘ricca varietà’ che contraddistingueva - non sempre in positivo - il precedente “Bipolars of the world unite cpl”. Stavolta, però, Ferrario ha saputo individuare il punto mediano su quella linea retta ai cui due estremi trovate Lou Reed (se non i Velvet Underground) e David Bowie; nomi altisonanti, certo, ma l’iniziale “Sweet mama fix” (cover dei misconosciuti Larry Martin Factory) e la successiva “Witness” - per non parlare delle altre - chi vi ricordano se non la New York dei primi ’70 e certe cose del Duca Bianco?

Magari qui ci troverete episodi meno pretenziosi e leggermente più pop (“Truly tied”, “Cry the brand new season”), ma non mancheranno di sorprendervi le atmosfere appena più elaborate di “Raise a shout” o il rockettone di “Oxidate after lunch”.

Da sottolineare, inoltre, quanto l’ispirazione sia stata stimolante al punto da spingere il Nostro a realizzare un prodotto non solo caratterizzato da sonorità assolutamente fresche (dove le chitarre piacciono in maniera particolare), ma anche ricco di azzeccati arrangiamenti che lo rendono fruibile persino ad un pubblico (solo) teoricamente meno avvezzo a dischettini del genere.

Noi, comunque, i dubbi li abbiamo fugati fin dalle prime note: “Stop here : love store” si candida a diventare fra i preferiti del sottoscritto e ci auguriamo che presto succeda anche a voi.

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La recensione Stop here : love store di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2002-04-11 00:00:00

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