Split Frammenti / Stand Behind The Men Behind The Wire 2013 - Strumentale, Blues, Post-Rock

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Uno dei rari split per i quali ne vale davvero la pena. Consigliatissimo.

Stefano Pilia e Paolo Spaccamonti scelgono di utilizzare un lato a testa di questo disco per creare uno split atipico, sfaccettato e puro, che li vede deliziarci con composizioni chitarristiche per descrivere le quali mi torna in mente la citazione dei Cure The more we know, the less we show. Esattamente così, non è una gara e nemmeno un concept, ognuno porta il proprio lavoro nella propria naturale essenza, privo di sovrastrutture. L'ascolto è estremamente organico nonostante le differenze stilistiche e l'uso di linguaggi diversi, come suggerisce la splendida copertina di Rocco Lombardi, nella quale la comunicazione tra due animali apparentemente incompatibili, crea un inequivocabile fuoco.

Il lato di Paolo Spaccamonti si intitola "Frammenti" ed inizia con un pezzo che apre il cuore in due, "Non Lacrimare". Quasi un canovaccio di riflessione, un accenno cinematico di distante malinconia, che lascia il passo a "Fuga", più di 6 minuti di blues da autostrada notturna, come lo suonerebbero i Tortoise. "Carapace", che chiude il suo lato, è un arrangiamento post rock virato al prog del pezzo originale di Julia Kent.
Stefano Pilia (Massimo Volume) chiama suo lato "Stands Behind The Man Behind The Wire" ed apre con la title track, un malinconica ed evocativa composizione per chitarra acustica in fingerpicking. Una volta rapito l'ascoltatore, si diverte a giocare con lui, destabilizzandolo. "Flux in a box" è infatti un tema per chitarra infestata di fuzz mentre "The machine in the ghost" è un ambient che potrebbe venire fuori da un film su un futuro distopico, freddo e lento come una passeggiata lunare. Segue "Too Much Fun" che, come suggerisce il titolo, sembra adatta alla decompressione di un dopo festa, con il cervello stanco e le orecchie che sentono tutto distorto, anche i suoni più dolci. Chiude "R. Tune" e si chiude anche il cerchio, che com'era iniziato, si conclude. Aperture acustiche e sognanti, per un lavoro di pregio.

Nessun paragone tra i due musicisti, entrambi di indiscutibile classe. Un ottimo disco, sia nella parte più articolata di Spaccamonti che nelle suggestioni lo-fi di Pilia. Nella speranza che la moda dello split facile sia un'usanza passeggera, di questo ne valeva davvero la pena. Consigliatissimo.

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La recensione Frammenti / Stand Behind The Men Behind The Wire di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2013-04-16 00:00:00

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