Almamegretta Sciuoglie ‘e cane 2003 - Trip-Hop, Techno, Etnico

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Lo smarrimento dura poco, giusto il tempo di realizzare che la strada giusta non è cercare la voce di Raiss o qualcosa che in qualche modo la ricordi. E anche se un pezzo di ‘anema’ è migrato altrove, il cammino della storica band non si è assolutamente fermato, e “Sciuoglie ‘e cane” - che nell’idioma napoletano suona come un incitamento a raccogliere le forze per reagire - lo conferma decisamente.

Nell’impegnativo compito di sostituire lo storico frontman è chiamato Lucariello, affiancato dalla sensuale voce di Patrizia Di Fiore, due new-entry ma anche un grande ritorno, quello del chitarrista e mandolinista Gianni Mantice, uno dei fondatori della band. Ci troviamo quindi di fronte un’opera per certi versi radicale, a partire dalla scelta di autoproduzione, maturata dopo anni di connubio discografico con la major BMG. La Sanacore records, infatti, è l’etichetta messa su da Stefano D.Rad’ e compagni, e il piatto della bilancia che ne risente è la promozione, mentre sul fronte prettamente artistico la libertà è massima: si può cambiare, stupire, persino spiazzare.

Ecco quindi lo stile del groove ibridarsi in forme nuove: riaffiora un’anima blues tra gli arrangiamenti di chitarra, un jazzy a tratti sudamericano si incastra col classico sound Napoli-Londra, e il cantato di Lucariello abbandona sovente il taglio melodico prediligendo una scansione ritmica - quasi ‘rappata’ - che a tratti ricorda i primi 99 Posse. A dare manforte all’ensemble ci sono Marco Parente ed il vocalist dei 24 Grana, quel Francesco Di Bella che ai tempi di “Loop” neanche immaginava che un giorno sarebbe stato l’interprete scelto di una canzone dei propri idoli, facendone uno dei brani più belli del disco.

Napoli fa da grande protagonista, sia nella ‘lingua’ del cantato che nei temi trattati; vite ai margini, nella dimensione del vicolo dove si intrecciano storie di disperazione, amori e sogni. Stupende le liriche di “Cinque dita”, dove chi parla è un bambino che vuole diventare un criminale (“Da grande voglio una motocicletta ed un ‘ferro’ freddo nelle le mani / per fare tremare chi ci ha trattato come i cani”) in un dipinto crudo quanto verosimile.

Ad oltre dieci anni dalla loro nascita, le Anime Migranti creano un disco ‘nuovo’, che in parte si discosta dallo stile che li ha caratterizzati, pur nelle metamorfosi cui si sono resi protagonisti in ogni nuovo lavoro. Il risultato in se è un’opera dai molteplici spunti di interesse, che testimonia una vitalità ancora accesa ed intensa, ma sarà da vedere se i fans sapranno interpretare ed apprezzare la nuova strada, visto inoltre che – a quanto pare dalle prime dichiarazioni – gli Almamegretta sembrano orientati a non riproporre durante le esibizioni live i brani composti prima dell’uscita di Raiss.

In conclusione, “Sciuoglie ‘e cane”, ennesima tappa del grande cammino artistico della band partenopea, è un’opera che va apprezzata per quello che rappresenta in sé, più che letta in chiave retrospettiva. Altrimenti si corre il rischio di non cogliere i molti stimoli nuovi contenuti in un disco tutt’altro che prevedibile.

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La recensione Sciuoglie ‘e cane di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2004-02-02 00:00:00

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