Bricì So youth for the coccia sane 2020 - Cantautoriale, Punk, Folk

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folk bucolico, casalingo e reazionario

So youth for the coccia sane è il titolo del primo disco di Marco Colagioia, in arte Bricì, cantautore molisano originario di Montenero di Bisaccia.

Proprio da questo paese inizia la piccola rivoluzione folk cantautorale di Marco. Montenero, seimila anime e da sempre terra di confine, miscela di cultura e tradizioni con il Molise nel cuore e l'Abruzzo appena fuori dalla porta di casa. Il titolo è chiaramente un gioco di parole, a metà strada tra l'inglese e il dialetto locale; proprio il dialetto è alla base di ogni singola canzone di questo album, nove tracce in cui si respirano gli odori e i costumi di una terra spesso trascurata e decisamente sottovalutata. Nel titolo sono racchiusi molteplici significati: So youth for the coccia sane (So jut fòr de coccia sane) sta a significare, in parole povere, che all'alba dei trent'anni potrebbe essere arrivato il momento di mettere la coccia (la testa) a posto, o forse il contrario. Bricì cerca di farlo regalandoci brani di cantautorato popolare che guardano al suo passato personale e musicale (che comprende anche esperienze in gruppi punk hardcore) così come al passato della sua terra, che in realtà somiglia più ad un tempo sospeso. 

Così, tra una chitarra e un'armonica a bocca in perfetto stile Dylan, troviamo i malocchi e i tarocchi della bellissima "Chiromandaje", urlati e scanzonati in un'atmosfera da osteria che non abbiamo mai desiderato tanto come in questo periodo. Troviamo i due minuti secchi e tesi di "Pass cand cand" e di "Ruggine", brani che rimandano tanto alla tradizione quanto all'inestinguibile spirito punk dell'autore. Un fuoco di musica e parole che trova l'apice con le splendide melodie e con la poesia di "Sadà Ndsì", brano che racchiude in pieno il senso e il significato del disco: ogni traccia contiene una sorta di malinconia sospesa nel tempo, all'interno della quale trovare conforto materno. La propria terra, i propri luoghi, la piazzetta e il bar sotto casa, tutte fotografie della perfetta solitudine reazionaria raccontata da Bricì. Un concentrato di cultura popolare e tradizioni locali si condensano in "Marzo", altro brano scanzonato che resta subito in testa e si fa apprezzare ancora di più quando lascia spazio al suono estasiante della zampogna in "Adriatico", in grado di restituirci un'immagine marina surreale e assolutamente non convenzionale.

In circa venti minuti di ascolto, Bricì riesce a regalare nove perle di cantautorato dialettale emozionanti e uniche. Fuori dai tempi e fuori dalle convenzioni, un piccolo libro di poesie che racchiudono il mare e le montagne, i paesi e le periferie.

So youth for the coccia sane è ironico e crudele, spietato e romantico, surreale e malinconico. Ci porta dentro ad un mondo vero, ad una realtà che mai come oggi deve ripartire anche dalle origini, da ciò che siamo stati e da ciò che siamo ora (spesso inconsapevolmente), per guardare con più animo al nostro futuro.

Un invito a ripartire dalle nostre tradizioni, da quello che ci sembrava dimenticato e sepolto sotto meteoriti di connessioni ad alta velocità, di serie Netflix e di frenesia quotidiana. A ripartire dai colori e dagli odori del mare e dei nostri boschi, che sembravano invisibili a causa della velocità a cui erano abituate le nostre giornate e dei nostri ricordi usa e getta. Colagioia ci regala canzoni adatte al momento che viviamo, l'ascolto giusto per questo assurdo 25 Aprile in lockdown, una spinta sanguigna e pura per l'unitaria ripresa di ciò che ci appartiene. O che ci apparteneva.

Buona Festa della Liberazione.

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La recensione So youth for the coccia sane di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2020-04-25 10:06:00

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