Sonido Envolvente ANECOICA 2020 - Stoner, Rock

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Con un collage di idee davvero variopinto, il duo modenese sforna il primo album e comincia a mostrare meglio di che pasta è fatto

Sonido Envolvente (in pratica la versione spagnola di dolby surround) è il vigoroso nome scelto da Massimo Tanganelli alias Tanga (basso e voce) e Marcello Busacchi alias Smè (batteria) per il loro duo, che ha esordito nel 2014 con un EP, “Superchulo”, e di cui poi si sono un po’ perse le tracce.

Oggi il sodalizio tra i due strumenti ritmici torna a prodursi in un lavoro più corposo, intitolato “Anecoica”, ovvero “senza eco”, quindi probabilmente desideroso di esprimere le capacità evolutive del suono all’interno di un ristretto ambiente chiuso e asfissiante entro cui le onde sonore possono trapassare più volte il corpo dell’ascoltatore mirando a coinvolgerlo maggiormente nelle proprie situazioni. Gli undici pezzi che si alternano in questo primo lavoro su lunga distanza della band modenese infatti sembrano nascere sempre da un’inquietudine di fondo, che ora si esprime in un riff ora in un loop ritmico ossessivo, su cui poi sperimentano soluzioni che talvolta colpiscono nel segno e altre meno. Il pezzo più incisivo è “La Peco”, primo brano subito dopo l’“Intro”, che sembra voler introdurre l’album con una melodia cantata che strizza l’occhio al pop abbastanza da lasciarsi ricordare. La successiva “La Thai” però solleva alcuni dubbi, con vaghe reminiscenze verdeniane che si impastano con quella che sembra una jam session che promette di sviluppare grandi idee ma poi si perde lungo la strada. Con “Mettiu Bellalì” al di là dei meriti musicali conquista l’autoironia: il titolo è una sorta di deformazione parodica di Matthew Bellamy, infatti quando ho ascoltato la prima volta il disco senza leggere né il nome degli artisti né i titoli (è mia abitudine per far arrivare prima la musica e poi il resto) avevo considerato la base di questo pezzo un mezzo (ad esser gentili) plagio di “Supermassive Black Hole” dei Muse, invece era tutto voluto. Su questo sottofondo ereditato dalla band inglese, poi, troviamo il grande Vittorio Gassman che recita una parte del Canto V dell’Inferno di Dante. Per quanto semplice risulti quindi questa operazione, è la sua ideazione a stupire e alla fine a conquistare non fosse altro per gli accostamenti originali. Sulla stessa scia interpretativa pensavo che “La Brie (2020)” fosse dedicata al buon James dei Dream Theater ma se così è in questo caso mi sono sfuggiti i parallelismi, visto che, oltre a ricordare piuttosto i Green Day, questa è una versione riveduta e decisamente corretta di “British”, pezzo già presente nel primo EP del duo. Non voglio aggiungere poi che sulla base di “Quella che non” ho cominciato ad intonare la strofa di “The best” di Tina Turner ma… sì, l’ho fatto.

Che i brani nascano da una sezione ritmica (con quell’accenno di melodia cui si lascia andare talvolta il basso) è evidente, visto che è proprio il ritmo il primo e più importante ingrediente della combinazione dei Sonido Envolvente. La voglia di sperimentare però lo segue a ruota e sebbene i risultati ancora non convincano del tutto, si può dire sicuramente che rispetto a “Superchulo” Tanga e Smè hanno lavorato meglio sulle loro idee e finalmente sembrano sulla buona strada.

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La recensione ANECOICA di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2020-07-02 14:16:00

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