07/07/2004 di Renzo Stefanel

Non troverete mai questo disco in cima alle classifiche. Eppure è un bel singolo, nella migliore tradizione eliana. Ma non lo troverete mai in vetta alle hit parade, perché non lo troverete mai nei negozi. Eh già. È la verità. Ed è questa la grande notizia. Elio e le storie tese hanno deciso di fare a meno di major, produzioni, si autoproducono, e venderanno in proprio tutto il materiale. Già ora sul sito degli Elii è possibile prenotare uno dei 40 cosiddetti "Cd brulé", dal titolo "Ho fatto due etti e mezzo, lascio?" che vengono stampati e masterizzati immediatamente dopo ogni concerto. Ok? Più avanti del più oltranzista gruppetto da cantina. Certamente seguendo l'esempio dei Pearl Jam.

Questo singolo, si diceva. Si trova solo alla libreria "In dialogo" a Milano (tel: 02/58391348; fax: 02/58391350; libreria@indialogo.it; www.indialogo.it). Se lo volete spicciatevi. Ne vale la pena. È un affettuoso omaggio al mondo degli oratori (non ci credete? Fate un salto su www.oratori.org e cliccate su "Il motivetto di Elio che coinvolge"), all'ingenuità di una certa prima adolescenza di una volta, una ballata acustica anni 70, un po' West Coast (quella degli America) introdotta dalla solita vocina memore delle sbarbine degli Skiantos e del Pierpaolo degli Squallor, che confida di essere, dopo Berlino, "nel giro degli oratori". E alla fine c'è il commento un po' scocciato di un operaio milanese che non ne può più dei palloni che volano a casa sua. Il clima è un po' quello delle canzoncine natalizie per Radio Deejay, ma il livello è più alto e non lascia il tempo che trova. Insomma un buon pezzo, imperdibile per i fans, gradevole per tutti gli altri.

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