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Top.it - Le migliori canzoni del 2011

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12/12/2011

Top.it - Le migliori canzoni del 2011
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    La Top.it: quest'anno i pezzi importanti erano tanti, siamo stati costretti ad una scrematura più che rigida. Scoprirete la mancanza di nomi illustri e di canzoni che hanno mosso parecchi clic per tutto il 2011, brani su cui si è discusso molto ma che abbiamo tenuto fuori. Abbiamo scelto solo quelle Belle, quelle che a distanza di tempo ricorderemo e canteremo ancora. Le migliori dell'anno.

    Ecco le posizioni dalla 100 alla 51, le altre saranno svelata il prossimo lunedì. Tutte in ascolto, recensite una ad una, e accompagnate dagli scatti di Sha Ribeiro.

     

     

     

    91. One Dimensional Man

    This Crazy

     

    Nel silenzio un uomo impazzisce, si contorce, chiede aiuto. La bestia che viene descritta in "A better man" continua ad evolversi in peggio ed il suono si sbronza di brutto, giusto per dirlo alla Capovilla. La calma con la quale la voce si avvicina alla pazzia del sound è ineccepibile; a metà tra shoegaze e noise, gli One Dimensional Man sono tornati, ed hanno già devastato tutto. // Alessandro Caiazzo

     

     

     

    92. The Huge

    Alone in delight

     

    Alone in Delight è il classico pezzo che farebbe la sua porca figura nella colonna sonora di un film romantico. Uno di quei film fatti bene, dei primi anni ’90, di quelli che ti fanno venire il diabete a furia di rivedere la scena in cui “i loro occhi si incontrano, le loro anime si sfiorano”, e a suggellare tutto ciò, il mieloso pianoforte di The Huge. Alla faccia dei Pretenders. // Carlotta Freni

     

     

     

    93. The Singers

    Dance! Dance! Dance! (Hit The Floor)

     

    Un brano tutto da ballare, che fa muovere sederi e gambe a ripetizione senza pause fino all’ultima nota. Singolone influenzato dal sound della terra d’Albione, per una delle band più brillanti del nuovo panorama indie nostrano. Senza dubbio tra i brani più freschi ed orecchiabili dell'anno appena finito. // Oscar Cini

     

     

     

    94. The Gentlemen's Agreement

    Little trip down the ocean

     

    Ancora un altro grande disco del 2011, per una band che non ha ancora raccolto i meritati consensi. “Little trip down the ocean” rappresenta la ruota panoramica dentro al luna-park che si chiama “Carcarà”, col suo vorticoso crescendo che, d’un tratto, si esaurisce in un “Wow”. Proprio come accade dopo aver finito il giro dentro alla giostra più bella. // Faustiko

     

     

     

    95. Don Joe & Shablo

    Le leggende non muoiono mai

     

    Più che un disco, una specie di Who's Who del rap italiano all'anno 2011. "Thori e Rocce" mette insieme i nomi più in vista e li lancia nella mischia per un disco che vuole diventare un punto di riferimento.  Del resto, un singolo che si chiama "Le leggende non muoiono mai" la dice lunga sulle ambizioni di Don Joe & Shablo, qui con J-Ax, Fibra, Marracash e altri. // Marco Villa

     

     

     

    96. Lava Lava Love

    An Invitation

     

    Un passo alla volta: ukulele, voce maschile, vocina femminile. Partono le chitarre, distorte ma con garbo, le armonie alla Belle and Sebastian, e in un lampo ci troviamo sui gradini di una chiesa, a lanciare riso con le campane a festa. Con l’indie-pop dei Lava Lava Love perfino gli zombie si scoprono romantici. // Silvio Bernardi

     

     

     

    97. Assalti Frontali

    Profondo Rosso

     

    C’è tensione in corso e dalla capitale parte un tappeto rosso che nessun vip sarebbe felice di dominare, attraversa la provincia, si muove sinuoso tra fabbriche deserte, corre lungo le stringhe dello stivale. È brezza del mattino, è vento di protesta, è Brecht che non smette di provocare gli spettatori pur di avere una reazione. Fondamentali. // Alessandra Cristofari

     

     

     

    98. The Giornalisti

    Siamo tutti marziani

     

    Perfetto compendio fra sfacciata attitudine brit, cantautorato Made in Italy e atmosfere Sixties. Il tutto centrifugato dall’urgenza post-punk. The Strokes e Tenco nel brano-manifesto del prezioso esordio “Vol.1”. I TheGiornalisti gli abbiamo scoperti quest’estate. Ora attendiamo ansiosi la conferma per l’anno prossimo. Stay tuned! // Samir Galal Mohamed

     

     

     

    99. Mary in June

    Il giardino segreto

     

    "Il Giardino Segreto" è l'ultimo rifugio dal mondo circostante. Il sentimento dell'uomo verso ciò che ha intorno influenza la vita. Uscire dal proprio “giardino” per riversare amore sul cortile comune dell'umanità. Un urlo liberatorio, i Mary in June con il loro personalissimo alt-folk si fanno portatori di luce e speranza in un mondo nero pece. // Michele Montagano

     

     

     

    100. Novalis

    Stalker

     

    Tanto sole e voglia di bibite rinfrescanti in una hit lo-fi che si fa ascoltare e ballare con facilità, anni ottanta da bere in un sorso giocando con l’elettronica da cameretta e i colori accesi di un’estate che speri tornerà presto anche se poi sembra non tornare mai. D’obbligo allontanare le nuvole e i pensieri tristi per qualche minuto di easypop fulminante. // Margherita Di Fiore

     

     

    Continua: dalla 81 alla 90


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