Margaret Lee
E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce 2009 - Sperimentale, Rock, Noise

E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce
23/10/2009 Scritto da Shadia

Una voce roca e un po' malferma sputa parole infuocate su un tessuto sonoro fatto di pochissimi accordi, suonati con tanta distorsione e interrotti solo di tanto in tanto da un arpeggio: nessuno spazio ad inutile lirismo, fronzoli stereotipati & co. Quest'album ha il rarissimo pregio di non osare proporre ciò che non è in grado di fare: forse per questo riesce a suonare così maledettamente sincero, pregno di una rabbia che racchiude diverse sfumature, tutte ben percepibili. È composto di pezzi suonati in un garage e registrati male. Evita saggiamente temi stra abusati come l'amore e la critica sociale, fatto che aiuta la sensazione di trovarsi finalmente davanti ad un flusso di pensieri che siano almeno un po' personali. I testi non sono sempre ben scritti, ma vanno subito al punto, senza patetiche e pesanti citazioni finto-culturali o travestimenti da stronzate colto-cantautorali che nemmeno si avvicinano al livello di decenza che servirebbe per un confronto con la nostra tradizione musicale più importante. Questo non è un bel disco. Non è patinato, non c'è nulla di nuovo (ricorda in modo quasi imbarazzante i CCCP e Le Luci Della Centrale Elettrica), musicalmente è poverissimo e (perciò) stanca facilmente entro l'ultima canzone. Ma forse così vuole essere. A me, in ogni caso, è piaciuto: dice ciò che deve, trasmette molto, raggiunge le intenzioni dell'autore - che finalmente sembrerebbe avere delle intenzioni - e non si atteggia da nuovo miracolo discografico dell'anno. Chapeau.

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