Waines
Stu 2009 - Rock, Blues

Stu

I Waines sono tornati. E l'hanno fatto in gran stile. Dopo soltanto un Ep – il riuscito "A controversial earl playing" – che ce li aveva presentati come un combo rock'n'roll bello energico, ecco finalmente l'album d'esordio.

Con "Stu" i siciliani decidono di andarci giù pesante, piazzandosi in questo 2009 con un signor disco. E ci servono undici brani belli carichi. Potenti e minacciosi. Come pallottole in una rivoltella. Si parte da "Flow river flow", pezzo dalla ritmica rock'n'roll, che rimanda al blues pestato caro ai "cugini" Pan del diavolo e dove, poi, le chitarre deviano, assecondando la voce in certi vocalizzi vagamente seventies, che ricordano i Blind Melon più di qualsiasi altro gruppo dell'epoca. Con "Wooooo" la velocità non accenna a ridursi. Anzi. Nel secondo pezzo i Waines diventano ancora più granitici. I suoni accelerano, pestano duro, avvicinandosi pesantemente all'hard rock. Si arriva poi ad un brano di vecchia conoscenza. Con il suo ritmo in levare, "Let me be" riporta alla mente il paragone con band dei nostri tempi, Jet o gli Artic Monkeys per citarne due. Le stesse analogie si possono ritrovare in altri pezzi, come nell'irresistibile "Server".

I Waines decidono quindi di conservare gran parte dei vecchi pezzi, come "Again" o "Have you heard the news?". Per non parlare della già citata "Let me be", anche se qui, rispetto alla precedente versione, il suono è più curato e pulito. Ma – attenzione – non si tratta di quel pulito che storpia, che lucida e rovina il rock, sporco e guasto per antonomasia: questa è una pulizia che vuol dire cura e maturità musicale. La stessa cosa avviene per "NY Excuses", splendida cover dei Soulwax, che, già nell'Ep, non poteva mancare nell'album ufficiale (perfetta la scelta del claphand finale, assente nella prima versione). Ma, oltre a conservare i migliori brani del passato, con questo primo lavoro completo i Waines sembrano fare una scelta. Ed è una scelta ben precisa: una scelta di potenza. Allontanandosi da certi schemi rock'n'roll e prediligendo suoni dilatati e duri, più vicini ai Settanta che ai Sessanta – come fanno sentire "Red cross store" o "Wooooo" – i tre definiscono meglio la propria personalità. E in questa nuova veste "hard" i Waines sono proprio bravi. Prendiamone atto.

Vedi la tracklist e ascolta le tracce sul player nella versione completa.