SteelA
Un passo un dubbio 2011 -

Un passo un dubbio

Salento che incontra Torino che incontra Salento. Secondo album per gli SteelA, anche stavolta, come ai tempi di "I Livello", datato 2006, con Madaski al mixer e Max Casacci dei Subsonica alla produzione, come dire: due garanti non certo privi di spessore. È un reggae molto elettronico, con pesanti influenze dubstep e una disperata voglia di svoltare (attenzione però, dico questo non come critica, ma come constatazione).

Parte "Solo un'ora": groove tiratissimo, vocal in autotune, testo un po' politichese ed è subito un buon esempio di quel che troverete sul disco. Gli arrangiamenti sono ben elaborati, le atmosfere complesse e l'unico punto di riferimento è il cantato talvolta molto primi-Subsonica del frontman Moreno Turi, uno che comunque sa il fatto suo. Il gruppo lavora molto sulla stratificazione di elementi, ispirazioni e tentativi, e nel complesso il lavoro svolto è notevole e significativo, perché nei dettagli si intravede un'attitudine molto personale, anche a costo di non voler risultare per forza all'ultimo grido. Forse – anzi, senza il forse –, manca qualcosa a livello lirico. I testi, infatti, sono molto anni Novanta, non che questo sia un male in sé, ovvio, ma siamo pur sempre nel 2011, e alcuni brani, da questo punto di vista, proprio non girano. Molto buoni invece il singolo "Nel centro del mondo", "Perdizione" e "Two", cover dei Motel Connection, con la partecipazione di Samuel dei Subsonica.

"Un Passo Un Dubbio", quindi, si rivela un album discreto, con vari pregi e vari difetti. Gli SteelA si confermano una realtà interessante, anche se ancora manca loro quel qualcosa in più per fare il definitivo salto di qualità. Detto questo, se amate il reggae, il disco in questione può tranquillamente entrare a far parte dei vostri dischi per l'estate, magari in Salento, da ascoltare di notte, di ritorno da una dancehall.

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